Religione e moderna schiavitù: la conferenza alla Pontificia Università Gregoriana

ROMA\ aise\ - Nel 2016 le persone vittime di forme di schiavitù contemporanea erano oltre 40 milioni (stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e della Fondazione Walk Free). Il Protocollo delle Nazioni Unite sulla tratta degli esseri umani definisce la tratta come il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di persone, a fini di sfruttamento, mediante minacce, coercizione, frode, inganno, o l’uso del potere di altri su di loro. La sua eradicazione è una questione morale la cui urgenza è stata riconosciuta dalla comunità internazionale, incorporandola tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG 8.7).
La Pontificia Università Gregoriana e Walk Free si sono unite per promuovere una riflessione sul ruolo della religione nella lotta alla schiavitù moderna. La conferenza internazionale, dal titolo “Sradicare la schiavitù moderna. Quale ruolo per le religioni?”, che si svolgerà a Roma (presso la Pontificia Università Gregoriana) venerdì e sabato prossimi (25-26 febbraio), riunirà esperti del settore, leader religiosi e membri della società civile per affrontare questa piaga complessa, che assume forme che vanno dal lavoro minorile allo sfruttamento sessuale, dal caporalato al prelievo di organi coatto. In particolare, si vuole accrescere la consapevolezza del pubblico su questa problematica, identificando le forme contemporanee di sfruttamento e le sue mutazioni nel panorama post-pandemico, nonché esplorare i vari ruoli, responsabilità e risposte dei gruppi religiosi nella prevenzione e nell’accompagnamento di coloro che sono stati sfruttati.
Tra i numerosi relatori interverranno Tomoya Obokata (Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di schiavitù); Franca Pellegrini (Direttrice del Global Freedom Network presso Walk Free); Francis Campbell (Vice-cancelliere della Università di Notre Dame, Australia); il Cardinale Francesco Montenegro (già Arcivescovo di Agrigento); Chiara Porro (Ambasciatrice per l’Australia presso la Santa Sede); David Hollenbach SJ (Pedro Arrupe Distinguished Research Professor della “Walsh School of Foreign Service” presso la Georgetown University); Suor Monica Chikwe S.O.M. (Vice-presidente dell’Associazione “Slaves no more”); Marco Omizzolo (Sociologo dell’EURISPES e docente presso Sapienza Università di Roma); Sheikh Armiyawo Shaibu (Ufficio del Grande Imam Nazionale del Ghana); Cristina Molfetta (Ricercatrice presso la Fondazione Migrantes - CEI); Jean-René Bilongo (Rappresentante sindacale FLAI-CGIL); Gianfranco Della Valle (Numero Verde Nazionale Anti-tratta); Giovanni Abbate (Organizzazione internazionale per le migrazioni - IOM).
“La lotta contro la schiavitù contemporanea, davanti agli interessi economici sottostanti, che raggiungono cifre inimmaginabili, richiede un impegno coraggioso e condiviso”, osserva P. Nuno da Silva Gonçalves SJ, rettore della Pontificia Università Gregoriana. “Un impegno coraggioso e condiviso da parte degli Stati, delle organizzazioni internazionali, delle religioni, della società civile e dei singoli cittadini”. (aise)