LAVORI DELL’INCE: I MINISTRI FIRMANO LA DICHIARAZIONE DI TRIESTE

LAVORI DELL’INCE: I MINISTRI FIRMANO LA DICHIARAZIONE DI TRIESTE

TRIESTE\ aise\ - L'Iniziativa Centro-Europea (InCE) deve costituire “l’assise primogenita e consolidata fra Paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica. L’InCE, che quest’anno 2019 festeggia il suo trentesimo anniversario, è stata e resta un ponte ideale e operativo fra popoli e governi di un’area significativamente ampia del continente. Inoltre, si è affermata quale foro di discussione e collaborazione di notevole importanza, anche perché riunisce sia Stati che fanno parte dell’Unione Europea, sia Stati che non ne fanno parte”. Così il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi che ha presieduto a Trieste i lavori dell’Ince cui hanno partecipato i ministri di Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina e Ungheria, e rappresentanti di Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, BERS; Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, OSCE; Black Sea Cooperation initiative; Council of the Baltic Sea States, CBSS; Regional Cooperation Council per il sud-est Europa, RCC e Commissione europea.
A margine dei lavori, i ministri hanno sottoscritto la “Dichiarazione di Trieste”, che qui riportiamo.
Noi, i Ministri degli affari esteri degli Stati membri dell'Iniziativa Centroeuropea, riuniti a Trieste il 12 giugno, in occasione del trentesimo anniversario della fondazione dell'iniziativa centroeuropea (CEI), che si è dimostrata una risposta efficace alla necessità di promuovere un dialogo costruttivo e rafforzare la cooperazione tra i 17 Stati membri che hanno una visione comune di obiettivi condivisi, pur appartenendo a diversi contesti geopolitici;
Riconoscendo la necessità di rinvigorire il valore aggiunto specifico della CEI, rendendo i suoi meccanismi di cooperazione più efficienti e definendo obiettivi ambiziosi che rispondano alle aspettative dei nostri cittadini;
Riconoscendo la necessità di unire i nostri sforzi al fine di garantire la sicurezza, il rispetto dei principi del diritto internazionale, compresi i principi guida dell'OSCE, in particolare l'integrità territoriale e un'adeguata promozione di uno sviluppo sostenibile per tutti i suoi Stati membri;
Sottolineando la resilienza del formato flessibile della CEI basato su consultazioni frequenti, iniziative comuni e buone pratiche condivise, nonché sulle attività project-oriented, da rafforzare ulteriormente esplorando nuove strategie, che si uniscano agli strumenti e ai fondi tradizionali della CEI:
1. RICONOSCIAMO che la CEI costituisce un forum consolidato per il dialogo e una piattaforma per la cooperazione operativa, nel cui contesto gli Stati membri potranno concordare progetti e azioni innovative, al fine di affrontare sfide comuni e raggiungere obiettivi comuni;
2. SOTTOLINEIAMO la cooperazione positiva tra l'Unione europea e CEI, riconoscendo l'importanza di un maggiore coordinamento tra loro e accogliendo favorevolmente l'apertura di un ufficio di rappresentanza del Cei a Bruxelles come prova tangibile della volontà di rafforzare i legami reciproci. In tale contesto, accogliamo con favore i progressi compiuti nel quadro del partenariato orientale e il rafforzamento dell'associazione politica e dell'integrazione economica tra l'UE e i suoi partner; confermiamo l'importanza dell'allargamento dell'UE nella regione dei Balcani occidentali; sosteniamo il progresso dei negoziati di adesione all'Unione europea del Montenegro e della Repubblica di Serbia; accogliamo favorevolmente l'accordo di Prespa tra Skopje e Atene nonché il trattato di amicizia tra Skopje e Sofia così come e l’esito delle riforme attuate dalla Repubblica di Albania e dalla Repubblica di Macedonia settentrionale in vista dell'apertura dei negoziati di adesione con i due paesi; incoraggiamo la Bosnia-Erzegovina a raggiungere lo status di candidatura per l'adesione all'UE.
3. RIBADIAMO che la CEI mantiene una relazione approfondita e coordina le sue azioni con le altre organizzazioni regionali e i formati che operano nella stessa area geografica. In questo contesto, accogliamo con favore la recente firma del memorandum d'intesa tra la CEI e l'Iniziativa Adriatica e Ionica;
4. SOTTOLINEIAMO l'opportunità di intensificare le attività della CEI per affrontare le sfide alla nostra sicurezza, in particolare il terrorismo internazionale e la criminalità organizzata, e raccomandiamo una cooperazione rafforzata nell'ambito della CEI nel campo della lotta alla corruzione;
5. CONVENIAMO sulla opportunità di consolidare ulteriormente la posizione della CEI nell'arena regionale e internazionale, in particolare utilizzando lo status di osservatore della CEI all'Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU), nonché organizzando riunioni laterali ad hoc in occasione di altre riunioni internazionali, o forum regionali, così da presentare pareri congiunti su questioni rilevanti. Elogiamo l'organizzazione di uno specifico evento CEI nel prossimo Forum di alto livello delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile;
6. IDENTIFICHIAMO la necessità di riforme come una delle basi per una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri della CEI e ci impegniamo a sviluppare una riflessione più approfondita su: garantire lo stato di diritto; garantire la protezione sociale; promuovere lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio culturale; promuovere standard produttivi industriali e agricoli, al fine di migliorare la qualità dei prodotti e la protezione dei consumatori; rafforzare la ricerca scientifica e l'innovazione attraverso la cooperazione accademica, programmi di scambio e joint venture;
7. EVIDENZIAMO l'importanza della cooperazione strategica e degli investimenti congiunti in progetti infrastrutturali per lo sviluppo sostenibile degli Stati membri CEI. A tale riguardo, invitiamo il Segretariato esecutivo a presentare proposte di cooperazione regionale in settori specifici, in particolare lo sviluppo delle reti dei trasporti e dell'energia. Inoltre, concordiamo sulla opportunità di rafforzare la dimensione commerciale della CEI, al fine di promuovere il commercio e gli investimenti nella regione;
8. RICONOSCIAMO l'importanza di mantenere la CEI aperta ai futuri allargamenti, nonché ad una cooperazione strutturata con i paesi terzi interessati e le organizzazioni internazionali. Si può anche prendere in considerazione l'introduzione di uno "status di osservatore" all'interno della CEI. Incarichiamo il Segretariato esecutivo della CEI e il Comitato dei coordinatori nazionali della CEI di elaborare una proposta in merito;
9. CONSIDERIAMO la dimensione parlamentare della CEI come una delle caratteristiche principali dell'iniziativa e favoriamo una cooperazione rafforzata tra le dimensioni governative e parlamentari della CEI. Prendiamo inoltre positivamente atto del documento adottato nel maggio 2019 dalla Commissione parlamentare della CEI e dell'invito a prendere in considerazione l'istituzione di una dimensione locale CEI e incarichiamo il Segretariato esecutivo della CEI di elaborare una proposta strutturata su tale questione, volta a facilitare la cooperazione a livello locale;
10. SOTTOLINEIAMO che il futuro delle nostre società dipende in gran parte dalle prospettive dei giovani cittadini, che meritano speciale attenzione e protezione, e chiediamo al Segretariato esecutivo CEI, insieme agli Stati membri della CEI, di sviluppare una "Agenda per i giovani della CEI", attraverso strumenti già a disposizione della CEI, nonché attraverso nuove attività;
AFFIDANDO, infine, la Presidenza della CEI dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 al Montenegro, che ci impegniamo a sostenere pienamente, ringraziamo l'Italia, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Città di Trieste per l'eccellente organizzazione e per la calorosa ospitalità offerta in occasione di questa riunione ministeriale”. (aise) 

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