BERLINO: 30 ANNI FA LA CADUTA DEL MURO

BERLINO: 30 ANNI FA LA CADUTA DEL MURO

BERLINO\ aise\ - 155 chilometri. Era questa la lunghezza del muro che separava la capitale della Germania, Berlino, in est e ovest. Ma che in realtà era diventata simbolo di una divisione ben più imponente, quella tra il blocco sovietico, a est, e quello occidentale, a ovest, impegnati nella Guerra Fredda dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Domani, il 9 novembre, ricorrerà il 30esimo anniversario della sua caduta, che sancì l’inizio della fine della divisione in due del mondo.
La Germania si riunificò il 3 ottobre 1990, ma è a quel 9 novembre 1989 che la storia guarda come la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Fino a quel momento, infatti, il libero passaggio da Germania Est, la DDR, a Germania Ovest era di fatto impossibile. Il 13 agosto del 1961, per evitare la diaspora verso l’Ovest, la DDR iniziò la costruzione del muro. Durante gli anni Cinquanta, infatti, furono quasi 2,5 i milioni di berlinesi dell'Est che emigrarono verso Ovest. I 155 chilometri di muro che dividevano la città furono studiati per essere sempre più impenetrabili: nel corso degli anni furono infatti costruiti torrette di avvistamento e posti di blocco.
Modi di vestire, capigliature, macchine, elettrodomestici e modi di vivere erano diversi, lontani nonostante la vicinanza geografica. I tedeschi dell’Est e dell’Ovest conducevano infatti vite differenti.
Nella DDR l’istruzione e la sanità erano gratuite per tutti e i prezzi degli affitti delle abitazioni venivano calmierati dallo Stato. In cambio di questi servizi il partito chiedeva piena fedeltà, che veniva garantita anche da un pervasivo apparato di intelligence, gestito dalla Stasi, la polizia politica segreta. Dovevano attendere anni prima di poter comprare uno dei pochi modelli di automobile. Dall’altra parte del muro il capitalismo si era fatto strada rinvigorendo un sistema economico ogni anno più solido, grazie all’industria, dopo gli anni bui del nazismo e della guerra.
La caduta del muro aprì la strada anche alla caduta del sistema sovietico, aprendo la porta al sistema democratico e all’idea di un’Europa unita.
Quel giorno di trent’anni fa, culmine di diverse settimane di disordini pubblici che spinsero il governo a dichiarare la modifica delle norme per i viaggi all’estero, colpì soprattutto per le migliaia di berlinesi riversati in strada verso i punti di frontiera, poi per lo stupore della Vopos, gli agenti di Polizia della DDR, per la prima volta fermi davanti a chi voleva oltrepassare il Muro, alzando a un certo punto le sbarre e permettendo a chiunque di passare senza controlli.
Poco è rimasto oggi del Muro, che fu distrutto quasi ovunque. Molti pezzi sono stati danneggiati, sia dalla gente del posto, sia dai turisti, che si sono appropriati di frammenti da portare a casa come souvenir. Ma la caduta del muro resta viva nei ricordi della gente, come momento epocale, di unione, e quel ricordo deve essere ancora oggi un monito sull’utilità di alzare muri, negando la libertà di movimento alle persone. (aise) 

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