CORONAVIRUS/ 94067 CONTAGIATI/ 604 MORTI E 1.555 GUARITI IN PIÙ

CORONAVIRUS/ 94067 CONTAGIATI/ 604 MORTI E 1.555 GUARITI IN PIÙ

ROMA\ aise\ - Diminuisce la crescita dei contagi da coronavirus in Italia: “soltanto” 3.039 persone in più di ieri sono risultate positive al virus, per un totale di 94.067 contagiati. “Solo” 88 pazienti sono stati ricoverati oggi, si tratta dell’incremento più basso dal 10 marzo ad oggi. Si allenta quindi la pressione sugli ospedali: oggi sono stati ricoverati 106 pazienti in meno rispetto a ieri in terapia intensiva – in totale sono 3792 – e ben 258 in meno rispetto a ieri sono i ricoverati con sintomi – 28.718 in totale. La maggior parte, il 65% del totale, cioè 61.557 persone sono in isolamento domiciliare con sintomi lievi o senza sintomi.
604 le persone morte. I guariti salgono a 24.392, cioè 1555 più di ieri, il secondo valore in assoluto più alto da quando è stata registrata la diffusione dell’epidemia. Questi i dati diffusi oggi pomeriggio dal Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, affiancato nell’ormai consueto punto stampa da Giovani Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità.
Sale anche oggi la somma raccolta dalla protezione civile nel conto corrente, “grazie alla generosità” degli italiani, sottolinea ancora una volta Borrelli, che ha permesso di raggiungere i 110.155.000.000 euro. Di questi, ne sono stati spesi oltre 19 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e ventilatori.
In occasione della Giornata Mondiale della Salute, Borrelli ha rivolto un pensiero “agli operatori del sistema sanitario che ogni giorno sono impegnati a fronteggiare la diffusione virus”, professionisti che “stanno dando il massimo per tutelarci”, ma anche ai familiari delle vittime tra il personale sanitario.
Cauto ottimismo è stato espresso da Rezza: “finalmente sembra che si inizi a vedere una diminuzione nel numero dei nuovi casi. Dopo il plateau sembra ci sia la discesa”, la curva “tende a flettere”, siamo “cauti”, dice Rezza, ma ottimisti.
I dati, conferma l’esponente dell’ISS, confermano i modelli matematici elaborati dall’Istituto insieme alla fondazione Bruno Keller: “speriamo di assistere ad una flessione”, serve “cautela”, ribadisce, anche perché “il virus comunque resterà nella popolazione, non si arriva a zero domani e “tana libera tutti”. Bisognerà ingaggiare una cura lunga”. Certo si può dire che “affrontiamo questa prima battaglia con qualche successo, che speriamo duraturo”. Quel che è certo è che “dobbiamo mantenere rigorosamente le misure di distanziamento sociale” perché “ogni rilassamento” che potrebbe favorire “la ripresa della circolazione del virus”.
Cauto, Rezza, anche sui test sierologici: nel giorno in cui il San Matteo di Pavia ha annunciato che il primo è pronto, il medico ha confermato che “i test sono valutati da un Gruppo di lavoro del Comitato tecnico scientifico dell’ISS di cui fa parte il San Matteo”, precisando però che questi testi “non servono a fare una diagnosi”, per quella “serve il tampone”. Circa 755mila quelli fatti finora, ha detto Borrelli, che con Rezza ha anche confermato la difficoltà di farne e in modo veloce perchè - a causa della grande richiesta a livello mondiale - mancano i reagenti.
I test “possono mettere in evidenza la presenza degli anticorpi contro il virus, che non compaiono subito, ma solo dopo alcuni giorni”, quindi “aiutano, ma non sono dirimenti”, certo sono “importanti per vedere la diffusione dell’infezione”.
Finora, ha spiegato Rezza, “le caratteristiche dei test valutati non sono del tutto soddisfacenti, sono ben lungi dal 100%”. Dunque “bisogna valutare e il San Matteo è uno dei centri più attivi in questa valutazione”.
Dunque utili ma non dirimenti: nota che sta a significare che è ancora presto parlare di una sorta di “patentino di immunità” da consegnare ai “guariti”, anche perchè “ancora non sappiamo quanto sia duratura l’immunità”. Così come non è ancora noto per quanto tempo una persona rimane contagiosa.
I test saranno utilissimi per sapere quante persone sono state esposte al virus, quanto è estesa l’infezione, ma si tratta di “risultati da prendere con certa cautela”.
C’è ancora molto da scoprire sul covid 19, ha ammesso Rezza: “è importante ammettere le incertezze”, e sul coronavirus ancora ce ne sono tante.
Oggi si è tenuta una consultazione tra Comitato tecnico scientifico e il Premier Conte e diversi Ministri, una riunione “interlocutoria”, si stanno facendo “valutazioni scientifiche” ma la decisione sarà politica, hanno ribadito Borrelli e Rezza. (aise) 

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