CORONAVIRUS/ 96877 CONTAGI/ 610 MORTI E 1979 GUARITI IN PIÙ

CORONAVIRUS/ 96877 CONTAGI/ 610 MORTI E 1979 GUARITI IN PIÙ

ROMA\ aise\ - Sono 96.877 le persone in Italia oggi positive al Coronavirus, 1615 in più di ieri. Di queste, 3605 sono in terapia intensiva – 88 meno di ieri – e 28399 ricoverati con sintomi - 86 meno di ieri. La maggior parte dei positivi 64.847 – pari al 67% del totale – è in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi. Un numero che “solo ad aprile è cresciuto di 8 punti percentuale” ha tenuto a sottolineare Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, nel consueto aggiornamento pomeridiano, oggi accompagnato da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità.
610 le persone decedute; i guariti sono in totale 28.470, 1979 più di ieri.
Ricordato il saldo del Conto corrente della protezione civile – che ha raggiunto i 116.077.809.000 euro- Borrelli ha di nuovo ringraziato gli italiani per la solo solidarietà e generosità, dimostrata anche dai medici che hanno risposto alla call del dipartimento e che continuano a raggiungere le zone più colpite d’Italia a supporto dei colleghi.
Lo stesso Borrelli, insieme al Ministro Boccia, ne ha accompagnai oggi altri 86 a Milano: “saranno distribuiti tra Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Marche, Trento e Valle d’Aosta”, ha detto Borrelli, precisando che “il totale dei medici sul territorio a supporto degli ospedali, comprensivi dei team internazionali, è di 345 professionisti”, cui si affiancano anche gli infermieri: 91 quelli già partiti, mentre domani partirà un altro contingente.
Locatelli, nel suo intervento, ha prima sottolineato che “da 5 giorni consecutivi il numero dei ricoverati in terapia intensiva è in calo rispetto al giorno precedente” e poi precisato che il numero dei morti è ancora alto, sì, ma che in “10 regioni principalmente del Centro sud e nella provincia di Bolzano sono meno di 10 persone”.
Un “successo importante” da attribuirsi all’efficienza delle misure di restrizione e al lavoro del Sistema Sanitario Nazionale.
È importante sottolineare questi numeri perché, ha aggiunto, significano anche che si “riduce la pressione di carico assistenziale” nei reparti degli ospedali dove, ha ricordato, si curano anche pazienti no-covid.
“Oggi si è andati ulteriormente avanti nella costruzione della grande progettualità dello studio di siero-prevalenza”, ha quindi annunciato Locatelli, spigando di aver tenuto una “assai proficua teleconferenza” con i colleghi e i direttori generali delle regioni e delle province autonome con l’obiettivo di “condividere e razionare il modus operandi da tenere per attivare questo studio di cui avete tanto sentito parlare e su cui anche oggi è emerso largo consenso”. Lo studio sarà condotto “per 6 fasce di età, profili lavorativi e differenze regionali”. Verrà scelto un test “ad elevata sensibilità, specificità, applicabilità larga su tutto il territorio, ecco perché è importante il contributo delle regioni, e rapidità di realizzazione dell’esame”.
Quindi, il ruolo dell’Aifa che “ha valutato 70 protocolli e ne ha approvati dodici”. La Commissione tecnico-scientifica è “incessantemente al lavoro sotto il coordinamento della dottoressa Popoli” e “altri studi sono in attesa di una seconda valutazione, dopo che sono state richieste delle implementazioni”. Aifa è anche “largamente attivata per tutto quello che attiene alla fornitura di indicazioni ai medici attraverso schede documentali” sui farmaci e terapie.
Aifa, poi, è in prima linea nella farmacovigilanza “rispetto a possibili effetti collaterali” possibili nel curare una malattia “la cui patogenesi, cioè i meccanismi che sottendono soprattutto ai quadri di insufficienza respiratoria, è ancora da definire compiutamente”.
Infine, una nota sui comportamenti che dovremo tenere ancora per un po’, viste le notizie riportate dalla stampa circa possibili “fughe” per Pasqua: “ognuno di noi deve rigorosamente adeguarsi e rispettare le indicazioni, proprio nella prospettiva di una responsabilità individuale”. Nel farlo, ha aggiunto, si deve pensare anche a chi lavora a tutela di tutti gli italiani: non solo personale sanitario e forze armate. Oggi Locatelli ha voluto evidenziare il ruolo delle polizie locali “che svolgono un ruolo assolutamente importante nel monitoraggio e nella prevenzione” e gli operatori socio-sanitari “il cui lavoro è assolutamente utile soprattutto per i più fragili, i più indifesi. Credo che il Paese stesso, così come deve profonda gratitudine al personale sanitario a alle forze dell'ordine, la debba anche alle polizie locali e agli operatori socio-sanitari”. (aise) 

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