FRANCESCO: IL CAMMINO DI FEDE RIPARTA SEMPRE DA GESÙ

FRANCESCO: IL CAMMINO DI FEDE RIPARTA SEMPRE DA GESÙ

ROMA\ aise\ - “Impariamo da Giovanni Battista a non presumere di conoscere già Gesù, di sapere già tutto di Lui. Non è così”. Così Papa Francesco nell’Angelus di ieri in piazza San Pietro. Richiamando il Vangelo di Giovanni sul Battesimo di Gesù al Giordano, proposto ieri dalla Liturgia, il Santo Padre ha spiegato che “l’Evangelista, a differenza degli altri tre, non descrive l’avvenimento, ma ci propone la testimonianza di Giovanni Battista. Egli è stato il primo testimone di Cristo. Dio lo aveva chiamato e lo aveva preparato per questo”.
Il Battista “non può trattenere l’impellente desiderio di rendere testimonianza a Gesù e dichiara: “Io ho visto e ho testimoniato”. Giovanni – ha rimarcato Francesco – ha visto qualcosa di sconvolgente, cioè il Figlio amato di Dio solidale con i peccatori; e lo Spirito Santo gli ha fatto comprendere la novità inaudita, un vero ribaltamento. Infatti, mentre in tutte le religioni è l’uomo che offre e sacrifica qualcosa a Dio, nell’evento Gesù è Dio che offre il proprio Figlio per la salvezza dell’umanità. Giovanni manifesta il suo stupore e il suo consenso a questa novità portata da Gesù, mediante un’espressione pregnante che noi ripetiamo ogni volta nella Messa: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!”. La testimonianza di Giovanni Battista – ha quindi sottolineato il Papa – ci invita a ripartire sempre di nuovo nel nostro cammino di fede: ripartire da Gesù Cristo, Agnello pieno di misericordia che il Padre ha dato per noi. Lasciarci nuovamente sorprendere dalla scelta di Dio di stare dalla nostra parte, di farsi solidale con noi peccatori, e di salvare il mondo dal male facendosene carico totalmente”.
Impariamo da Giovanni Battista a non presumere di conoscere già Gesù, di sapere già tutto di Lui. Non è così. Fermiamoci sul Vangelo, - l’invito del Papa – magari anche contemplando un’icona di Cristo, un “Volto santo”. Contempliamo con gli occhi e più ancora col cuore; e lasciamoci istruire dallo Spirito Santo, che dentro ci dice: È Lui! È il Figlio di Dio fattosi agnello, immolato per amore. Lui, Lui solo ha portato, Lui solo ha sofferto, ha espiato il peccato di ognuno di noi, il peccato del mondo, e anche i miei peccati. Tutti. Li ha portati tutti su di sé e li ha tolti da noi, perché noi fossimo finalmente liberi, non più schiavi del male. Sì, ancora poveri peccatori siamo, ma non schiavi, no, non schiavi: figli, figli di Dio! La Vergine Maria ci ottenga la forza di rendere testimonianza al suo Figlio Gesù; di annunciarlo con gioia con una vita liberata dal male e una parola piena di fede meravigliata e riconoscente”.
Dopo l'Angelus, il Papa ha citato la conferenza di Berlino sulla crisi in Libia: “auspico vivamente che questo vertice, così importante, sia l’avvio di un cammino verso la cessazione delle violenze e – ha concluso – una soluzione negoziata che conduca alla pace e alla tanto desiderata stabilità del Paese”. (aise) 

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