FRANCESCO: LODARE PURIFICA L’ANIMA

Francesco: lodare purifica l’anima

ROMA\ aise\ - “Lodare è come respirare ossigeno puro: ti purifica l’anima, ti fa guardare lontano, non ti lascia imprigionato nel momento difficile e buio delle difficoltà”. Così Papa Francesco che, nell’udienza generale di questa mattina, si è soffermato sulla preghiera di lode prendendo spunto “da un passaggio critico della vita di Gesù”, riportato dai Vangeli con il Messia alle prese con una “crisi” di fiducia nella sua missione e lui che, “proprio in questo momento di delusione”, come riferisce Matteo, “non eleva al Padre un lamento, ma un inno di giubilo”.
La preghiera di lode, dunque, non come una sorta di ringraziamento perchè va tutto bene, ma piuttosto come “boccata d’ossigeno” nei momenti bui.
La preghiera di Gesù, ha detto Bergoglio, “conduce anche noi, lettori del Vangelo, a giudicare in maniera diversa le nostre sconfitte personali, le situazioni in cui non vediamo chiara la presenza e l’azione di Dio, quando sembra che il male prevalga e non ci sia modo di arrestarlo. Gesù, che pure ha tanto raccomandato la preghiera di domanda, proprio nel momento in cui avrebbe avuto motivo di chiedere spiegazioni al Padre, invece si mette a lodarlo. Sembra una contraddizione, ma è lì, la verità”.
“A chi serve la lode? A noi o a Dio?”, si è chiesto il Papa. No, ovviamente: “la preghiera di lode serve a noi. Il Catechismo la definisce così: “una partecipazione alla beatitudine dei cuori puri, che amano Dio nella fede prima di vederlo nella Gloria”. Paradossalmente deve essere praticata non solo quando la vita ci ricolma di felicità, ma soprattutto nei momenti difficili, nei momenti bui quando il cammino si inerpica in salita. È anche quello il tempo della lode, come Gesù che nel momento buio loda il Padre. Perché impariamo che attraverso quella salita, quel sentiero difficile, quel sentiero faticoso, quei passaggi impegnativi si arriva a vedere un panorama nuovo, un orizzonte più aperto. Lodare – ha quindi sottolineato il Santo padre – è come respirare ossigeno puro: ti purifica l’anima, ti fa guardare lontano, non ti lascia imprigionato nel momento difficile e buio delle difficoltà”.
Ne è preziosa testimonianza anche San Francesco, che compone il suo Cantico delle creature “non in un momento di gioia, di benessere, ma al contrario in mezzo agli stenti” quando “è ormai quasi cieco, e avverte nel suo animo il peso di una solitudine che mai prima aveva provato: il mondo non è cambiato dall’inizio della sua predicazione, c’è ancora chi si lascia dilaniare da liti, e in più avverte i passi della morte che si fanno più vicini. Potrebbe essere il momento della delusione, di quella delusione estrema e della percezione del proprio fallimento”.
Come lui, tanti santi che “ci dimostrano che si può lodare sempre, nella buona e nella cattiva sorte, perché Dio è l’Amico fedele. Questo è il fondamento della lode: Dio è l’Amico fedele, e il suo amore non viene mai meno. Sempre Lui è accanto a noi, Lui ci aspetta sempre. Qualcuno diceva: “E’ la sentinella che è vicino a te e ti fa andare avanti con sicurezza”. Nei momenti difficili e bui, troviamo il coraggio di dire: “Benedetto sei tu, o Signore”. Lodare il Signore. Questo – ha concluso – ci farà tanto bene”. (aise) 

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