IL BILANCIO DEL CGIE ALLA CAMERA

IL BILANCIO DEL CGIE ALLA CAMERA

ROMA\ aise\ - La fine dell’anno coincide con il tempo di un bilancio generale dell’attività svolta negli ultimi tre anni e delle prospettive attese per il 2019. Questo il senso della conferenza tenutasi questa mattina nella Sala stampa della Camera dei Deputati, dove il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, affiancato dai vice segretati Giuseppe Maggio, Silvana Mangione, Mariano Gazzola e dal deputato PD Massimo Ungaro, ha esposto quanto stabilito durante il Comitato di presidenza tenutosi nei giorni scorsi alla Farnesina.
“Abbiamo chiesto di essere in questo luogo istituzionale per dare un segnale forte”, ha esordito Schiavone, “e per questo ringraziamo Massimo Ungaro che si è attivato in tal senso. È necessario sollevare con urgenza alcune questioni riguardo la situazione delle comunità italiane all’estero, soprattutto nel momento in cui il governo si trova a decidere quali risorse destinare a tale settore”.
“Il Cgie”, ha proseguito Michele Schiavone, “attraverso i rappresentanti e i consiglieri nel Comitato di presidenza, in questi giorni ha fatto il punto sul lavoro svolto nei primi tre anni e in particolare si è concentrato sui progetti passati e quelli già in fase di attuazione, riflettendo sui riflessi che queste attività hanno verso le comunità e verso il sistema Italia. Riflessi che non possono essere ignorati dal governo”. “Le nostre comunità all’estero”, ha specificato il segretario generale del Cgie, “non sono solamente una risorsa, sono una ricchezza vera e propria. Per quanto riguarda la nuova mobilità, non è più il momento della retorica: proprio ieri l’Istat ha detto che solo quest’anno sono stati 28 mila i laureati che hanno lasciato il Paese. Per affrontare questa situazione, il governo dovrebbe dare un segnale concreto, che purtroppo, stando alle voci e alla lettura dei primi capitoli della manovra alla Camera dei deputati, potrebbe non essere quello che ci aspettiamo”.
Secondo Michele Schiavone, gli interventi del governo dovrebbero essere di varia natura: sostegno alla lingua e alla cultura; incremento di risorse; una ristrutturazione della rete consolare: “28 parlamentari sono pochi per oltre 5 milioni di iscritti all’Aire e per un numero di italiani che, contando i non iscritti, si avvicinano ai dieci milioni. Ci sono poi gli italo discendenti, che sono ancora di più. Per questo motivo speriamo che il governo decida di supportare il nostro lavoro. Se non è possibile aumentare le risorse finanziarie verso le comunità italiane, che almeno non vengano tagliate, perché il sistema è già fortemente provato. Contiamo sul fatto che il Senato comprenda la necessità di mettere i nostri concittadini nel mondo nelle condizioni di poter vivere dignitosamente, di realizzarsi e di continuare a rappresentare il nostro Paese all’estero”.
“Se il Cgie dovesse subire il decurtamento di risorse di cui si è sentit parlare”, ha concluso Schiavone, “progetti già fissati come il Convengo dei giovani italiani di Palermo rischiano di essere compromessi, se non vanificati del tutto. Siamo di fronte a uno snodo fondamentale, speriamo che il governo imbocchi la strada giusta”. (gianluca zanella\ aise) 

Newsletter
Archivi