IL RITRATTO DI SIGNORA DI KLIMT TORNA A PIACENZA

IL RITRATTO DI SIGNORA DI KLIMT TORNA A PIACENZA

PIACENZA\ aise\ - “Il Ritratto di signora” di Gustav Klimt è ritornato alla Galleria d’Arte Moderna Oddi Ricci di Piacenza. La conferenza stampa di presentazione dell'opera, trafugata più di vent’anni fa e ritrovata lo scorso anno, si è tenuta sabato scorso, 28 novembre, in streaming.
“Quest’opera viene finalmente restituita alla sua comunità e all’Italia intera dopo ventitré anni”, il commento del ministro per i Beni e le Attività culturali, Dario Franceschini, in un messaggio per il ricollocamento dell’opera avvenuto nel Salone d’onore del museo piacentino. L’opera è stata collocata in una speciale teca fatta appositamente costruire grazie al contributo di Banca di Piacenza e della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Purtroppo il ritorno a casa dell'opera, ha rilevato Franceschini, “avviene in un momento in cui le misure adottate per il contenimento della pandemia non permettono l’apertura dei luoghi della cultura, ma ciò è tanto più simbolico in quanto il dipinto, a lungo sottratto dallo sguardo del pubblico, ritrova il suo contesto in un museo che dimostra così di essere più vivo che mai, nonostante la chiusura”.
“In tutta Italia”, ha aggiunto il ministro, “sono tante le attività nei musei, interessati da lavori di ristrutturazione, restauri, arricchimento delle collezioni e ripensamento degli allestimenti in vista della prossima riapertura. Quando le cittadine e i cittadini di Piacenza potranno tornare a visitare la Galleria, la ritroveranno arricchita dalla ricomparsa di un’opera straordinaria: il segno di una rinascita che avrà qui, come in molti altri musei, anche un aspetto fisico e concreto, la piena riappropriazione di un capolavoro”, ha concluso Franceschini.
All’inaugurazione di sabato, tenutasi in diretta streaming nel rispetto delle normative anticovid, sono intervenuti, dopo l'introduzione del presidente della galleria Massimo Ferrari, con un contributo video i ministri Paola De Micheli e Dario Franceschini, l’assessore alla cultura e paesaggio della Regione Emilia-Romagna Mauro Felicori e Peter Weinhäupl della Klimt Foundation di Vienna. Presenti inoltre il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri e l’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi, le curatrici del Progetto Klimt Elena Pontiggia e Gabriella Belli e alcuni membri del Consiglio di Amministrazione della Galleria.
Il dipinto, che Giuseppe Ricci Oddi, fondatore dell’omonima Galleria, acquistò nel 1925 dal gallerista milanese Luigi Scopinich, è stato casualmente ritrovato il 10 dicembre 2019, da un addetto alla manutenzione del giardino, in un’intercapedine della Pinacoteca, nascosto all’interno di un sacco nero.
Nel 1996 una giovane studentessa del Liceo Artistico Sperimentale “Colombini” di Piacenza, Claudia Maga da Broni, si accorse di una sorprendente somiglianza tra “Il Ritratto di signora” e un’opera precedente dello stesso Klimt, “Ritratto di ragazza”, esposta in un’unica occasione a Dresda nel 1912 e poi ritenuta dispersa. La studentessa avviò una personale ricerca sovrapponendo artigianalmente le due immagini per averne un riscontro immediato. Condivise l’intuizione con l’allora presidente della Galleria, Ferdinando Arisi, che, a sua volta, informò l’allora direttore del Museo Stefano Fugazza. Insieme Arisi e Fugazza autorizzarono delle analisi radiografiche, che, grazie insieme a successive analisi, confermarono che la nota immagine klimtiana nascondeva un’opera precedente dell’artista.
Da qui è nato il “Progetto Klimt”, un programma scientifico biennale in quattro fasi, dal ritrovamento dell’opera al rapporto tra Klimt e gli artisti presenti in Galleria, fino al legame e alle influenze tra il pittore e l’Italia, il cui termine è previsto per il 2022, in occasione dei 160esimo anniversario della nascita dell’artista, avvenuta il 4 luglio 1862.
La prima fase, avviata, prevede la riesposizione dell’opera, affiancata da alcuni supporti digitali che ne raccontano la storia, dalla realizzazione al suo ritrovamento. Saranno organizzati anche degli incontri sull’opera per illustrare i significati, il contesto e la figura di Gustav Klimt.
La seconda tappa del progetto metterà a confronto Klimt con le opere di alcuni maestri “segreti” presenti in galleria: Ritratto di Barilli di Massimo Campigli, I Pagliai di Carlo Carrà, Vaso di Fiori di Filippo De Pisis, Natura Morta di Piero Marussig, Agro di Rovetta di Arturo Tosi e Natura Morta di Gianfilippo Usellini. Ogni opera sarà affiancata da un gruppo di dipinti dello stesso artista in un allestimento costruito ad hoc.
La terza fase prevede una mostra, realizzata in collaborazione con la Klimt Foundation di Vienna, in coincidenza con il Novantesimo compleanno della Galleria Ricci Oddi, inaugurata l’11 ottobre 1931. “Simboli e sogni. Klimt e l’Italia del simbolismo” è il titolo dell'esposizione che sarà un’occasione per approfondire l’influenza di Klimt in Italia, dopo la sua presenza alla Biennale di Venezia nel 1910, e il clima simbolista diffuso nel Paese in quel periodo.
L’ultima fase del progetto celebrerà i 160 anni dalla nascita di Klimt e vedrà la fattiva collaborazione della Klimt Foundation di Vienna per focalizzare l'attenzione sull’artista fondatore della Secessione Viennese e protagonista della pittura della Vienna imperiale agli inizi del Novecento. (aise)


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