LA SLOVENIA NEI MANIFESTI DELLA COLLEZIONE SALCE

LA SLOVENIA NEI MANIFESTI DELLA COLLEZIONE SALCE

LUBIANA\ aise\ - Verrà inaugurata il prossimo 30 ottobre, alle 19.00, nella Galleria Nazionale Slovena a Lubiana la mostra “La Slovenia nei manifesti della Collezione Salce (Treviso)”.
Il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso custodisce una straordinaria raccolta di grafica pubblicitaria consistente in circa 25.000 manifesti, riunita da Nando Salce (1878 - 1962) nel corso della sua vita e generosamente donata allo Stato Italiano con il suo testamento.
Promossa dall'Ambasciata d'Italia in Slovenia e dall'Istituto Italiano di Cultura di Lubiana con la Narodna galerija di Lubiana, il Polo museale del Veneto e il Polo museale del Friuli Venezia Giulia, la mostra presenta una selezione di questo vasto patrimonio. In particolare, la scelta delle opere esposte costituisce un vero e proprio omaggio alla Slovenia, come a suo tempo raccolto da un collezionista italiano curioso e di ampie vedute. Con opere che per la maggior parte furono realizzate tra le due guerre mondiali, sono qui documentate la diffusione internazionale delle tante fiere e manifestazioni organizzate nell'area, la percezione delle innumerevoli bellezze naturali slovene e in genere la vivacità del panorama pubblicitario locale.
Tra gli autori in mostra, molto importante la figura dell’artista, pittore e disegnatore austriaco naturalizzato italiano Franz Lenhart (1898 - 1992), uno dei maggiori esponenti della cartellonistica pubblicitaria in Italia nella prima metà del Novecento. In ambito stilistico liberty vanno inclusi i bellissimi manifesti di Argio Orell, Glauco Cambon e Ugo Flumiani, artisti triestini di grande levatura, di recente riscoperti grazie a mostre e a studi monografici.
Un settore dell’esposizione riguarda strettamente la pubblicità dei prodotti delle industrie: ecco dunque i manifesti di Janez Trpin per la birra Union del 1933 e del 1941, della profumeria Gregoric di Peter Kocjancic, quelli anonimi per i saponi da bucato Perion, 1930 1939, e per i cappelli di lusso Piccadilly, 1925-1949. Questa sezione “industriale” può essere affiancata ai numerosi manifesti che, in sloveno, croato, italiano, inglese, tedesco e francese, promuovono la Fiera campionaria internazionale di Lubiana. Si segnalano infine i manifesti, in più lingue, per la promozione di manifestazioni, incontri e congressi di vario genere.
Insieme agli autori citati, vanno ricordati fra quelli in mostra Ivan Pengov (1906-1975); l’architetto funzionalista Herman Hus (1896 - 1960), seguace di Jože Plecnik; e il pittore Božidar Jakac (1899-1989), formatosi a Praga, Berlino e Parigi, primo rettore dell’Accademia di belle arti di Lubiana.
L’insieme offre un interessantissimo spaccato non solo della cartellonistica ma anche della promozione che la Slovenia svolse delle proprie risorse soprattutto naturali e del commercio, nonché della sua ricezione in Italia e in Europa.
La mostra – che sarà inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore italiano Paolo Trichilo, sarà visitabile fino al 12 gennaio 2020. (aise) 

Newsletter
Archivi