“NON È UN’EMERGENZA”

“NON È UN’EMERGENZA”

ROMA\ aise\ - “Abbiamo voluto raccontare quell’Italia invisibile e reale, viva e solidale, di donne e uomini che non hanno mai smesso di essere dalla parte delle persone e dei diritti umani. Le coordinate sono tutte qui, a orientare le scelte nella navigazione a vista sulle rotte della Storia. Migranti anche noi”. È questo il prologo con cui si è svolta questo pomeriggio, 20 gennaio, presso la Rappresentanza italiana della Commissione Europea di Roma, la presentazione del libro di Tiziana Grassi dal titolo “L’accoglienza delle persone migranti – Modelli di incontro e di socializzazione”. Il volume, imponente, si compone di 128 interventi di chi, tra ricercatori, rappresentanti di istituzioni, giornalisti, operatori sociali e umanitari, e provenienti da mondi diversi, si impegna quotidianamente nell’integrazione dei migranti in Italia, dal quale emerge, con numeri e riflessioni approfondite, che l’immigrazione non può si definire emergenza.
A spiegarlo durante la presentazione, oltre all’autrice del volume, c’erano Marco Damilano, direttore de “L’espresso”, Giovanni Vetritto, direttore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Concetta Mirasola, Dg dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà, Mario Morcone, direttore del consiglio nazionale per i migranti, e Paolo Ciani, Vicepresidente commissione sanità, affari sociali e welfare della Regione Lazio. Moderatore dell’incontro, Gianmatteo Sabatino, docente di lingue e culture della Sant’Egidio, che ha spiegato in apertura come il libro rappresenti una testimonianza di un tessuto di intrecci di incontri tra migranti e italiani che mostra come non esistano soluzioni semplici alla questione.
“Urgenza”. È questa la tematica sul quale si sono incentrati gli interventi di apertura dei relatori Giovanni Vetritto e Marco Damilano. Il DG della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha spiegato come il libro, “amplio e vulcanico”, rappresenti una riflessione di 800 pagine che deriva da “un’urgenza” che permette una “riflessione seria, fatta di buoni elementi e buoni numeri per parlare di ciò che funziona in Italia”, andando contro alla dialettica semplicistica e strumentale. Un’urgenza che deriva da notizie fatte di numeri falsi, che riescono a creare consenso. “In Italia ci sono infatti più francesi, o tedeschi, che richiedenti asilo. Ma nessuno ne parla come se fosse un’emergenza. Tra i 5 milioni di residenti esteri in Italia – ha spiegato ancora Vetritto - i cristiani sono più del doppio dei mussulmani, nonostante la comunicazione a riguardo faccia apparire la situazione invertita. L’urgenza scorre in tutti gli interventi (dei 128 autori, ndr), quasi un obbligo civile per costruire questo libro, che è unico nel panorama attuale, perché è praticamente un dossier parlamentare”. Infatti, “si esce confortati leggendo il libro, perché esistono dei modelli d’integrazione, quelli narrati nel libro”.
Anche Damilano ha parlato di urgenza, analizzandola soprattutto nell’“informazione scorretta”. “Emergenza sarebbe una parola da cancellare per parlare di immigrazione - ha specificato il giornalista -. Fa specie pensare che la conferenza internazionale per la pace, è stata convocata solo quando c’è stata una guerra attorno ai pozzi di petrolio e gas, ma non sulla sofferenza delle persone. L’informazione è decisiva – evidenzia il direttore de L’Espresso -, se si guarda sempre l’ultimo frame, noi tradiamo l’informazione, perché il giornalismo non è immediatezza, ma cucitura dei frammenti. Altrimenti si tradisce il giornalismo dando l’apparenza dell’informazione”. Il volume di Tiziana Grassi, per Damilano, rappresenta un “viaggio nell’Italia, tra le tante esperienze negative, sgomberi e quartieri in rivolta”, dove “l’identità è un punto chiave, ed esiste la sfiducia verso l’alto, (ossia casta, politica, giornalisti, élite), e sfiducia orizzontale, perché l’aspirale del “prima” (prima gli italiani, ndr) è un vortice. Ma – conclude il direttore - più che demonizzare l’identità degli altri, pone un problema sull’identità nazionale”.
Concetta Mirasola, invece, ha cercato di fare chiarezza sulle condizioni di salute dei migranti in relazione alle fake news. “90 milioni di migranti si muovono in 53 paesi, e 5 milioni e 100 di questi sono italiani. Quando si parla dell’invasione di chi sbarca in questo paese, si parla di 533 mila persone, l’8%”. Il problema vero dell’Italia, secondo Mirasola, “è la povertà, che si aggrava quando la comunicazione parla di cose non vere, come quando si dice che i migranti portano ebola o malaria, che non è vero”.
Di passato e presente della gestione dell’immigrazione ha parlato, invece, Mario Morcone, secondo il quale “il libro e gli interventi contenuti ci fanno uscire dalla manipolazione della comunicazione strumentale sull’immigrazione. Il 2014/2015 c’era una forte pressione migratoria – spiega il direttore consiglio nazionale per i migranti -, ma erano anche anni dell’orgoglio italiano. Anni in cui lo Stato ha costruito un percorso d’integrazione che ha fatto crescere molto persone e istituzioni. Ora – sottolinea Morcone - sono gli anni della vergogna. La manipolazione non si sopporta più”. Ma questo libro “richiama alla mente la nostra cultura e i nostri doveri”.
Per il consigliere regionale del Lazio e membro della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Ciani, “il dramma dell’integrazione è quello di parlare in maniera generica dei migranti. Per fortuna, il titolo di questo libro chiarisce subito che sono tutte persone”. Ma non solo, perché il dramma, a parere del consigliere, è rappresentato dall’“imbarbarimento della situazione politica, in cui i principi dell’uguaglianza, libertà e fratellanza sono in crisi. E i migranti diventano sempre “l’altro” da attaccare. La politica ha divorziato dalla cultura, non ha più coraggio di rispondere a problematiche e risulta inconcepibile capire che se non funziona qualcosa non è colpa di qualcun altro. E questo è un tema che ha fatto profondamente breccia” nella popolazione. “A questo, e alle morti dei migranti, si deve la creazione del progetto “Corridoi Umanitari””, ha concluso Ciani.
Prima dell’autrice ha parlato brevemente anche Francesca Pompa della Casa Editrice Onegroup, specificando l’emozione per la saggia scelta dell’autrice di una casa editrice proveniente da L’Aquila, dove “la sua popolazione è a conoscenza di cosa significa essere migranti, specie da quando quella notte di anni fa si trovò in mezzo alla strada senza più niente”.
“Ringrazio i 128 autori, con i quali sono legata da valori comuni”, ha affermato nell’intervento che ha concluso la presentazione l’autrice, Tiziana Grassi, dicendosi commossa dalla Casa editrice Onegruop, che ha creduto in questo progetto coraggioso “anche quando erano tempi bui per i migranti. Questo – evidenzia Grassi – non significa che adesso non lo sia ancora. D’altronde, fin quando saranno in vigore i decreti sicurezza e il memorandum Italia-Libia dobbiamo vergognarci”.
L’autrice ha rivelato anche come la scelta della location per la presentazione non sia stata casuale, spiegando come sia l’Europa ad aver “bisogno di avvicinarsi alla gente, e dire chiaramente: l’immigrazione non è un’emergenza. È un argomento che bisogna affrontare, perché l’umanità è il principio cardine e la stella polare del libro e della mia vita”. Parlando del libro, Tiziana Grassi ha spiegato come la complessità del volume, lungo quasi 800 pagine, derivi dal fatto che l’immigrazione sia un argomento complesso che “va affrontato da infiniti punti di vista”. (lu. matteuzzi/ aise) 

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