CGIE: LA RELAZIONE DI GOVERNO APRE LA 42° PLENARIA

CGIE: LA RELAZIONE DI GOVERNO APRE LA 42° PLENARIA

ROMA\ aise\ - È iniziata oggi pomeriggio alla Farnesina la 42esima assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Con il Ministro degli esteri Moavero Milanesi a Palermo per la Conferenza sulla Libia e il sottosegretario Ricardo Merlo in Svezia con il Presidente Mattarella, la relazione di governo è stata affidata al Direttore generale per gli italiani nel mondo, Luigi Maria Vignali. A dargli la parola il segretario generale Michele Schiavone, che ha salutato i presidenti delle Commissioni esteri di Camera e Senato, Marta Grande e Vito Petrocelli, e la delegazione parlamentare che, nel corso del pomeriggio, sarà composta dagli eletti all’estero Garavini, Ungaro, Schirò, La Marca, Alderisi, Billi, Cario, Siragusa, e Borghese.
Le elezioni europee, la rete consolare, risorse, lingua e cultura, le criticità in Venezuela, Sud Africa e Gran Bretagna, il dialogo tra generazioni i temi elencati da Vignali nella relazione di governo.
Quella del maggio 2019, ha esordito il Dg, è una “scadenza importante”. Farnesina e Viminale “stanno già lavorando per una gestione regolare, corretta e trasparente delle operazioni di voto”, che si terranno nei seggi allestiti nelle ambasciate e nei consolati italiani neegli stati europei, auspicando una “partecipazione più ampia possibile” dei connazionali. “Contiamo anche sul Cgie” per sensibilizzare gli italiani all’estero.
Di lingua e cultura italiana, ha proseguito Vignali, si è parlato durante gli Stati generali di ottobre, un appuntamento “di grande rilievo, che ha visto la partecipazione diretta del Cgie”, segnato dai fondamentali riconoscimenti giunti dal Ministro Moavero e dal presidente Mattarella che ha definito i connazionali come “moltiplicatori dell’italianità all’estero”. La lingua italiana, ha sottolineato Vignali, è sì “una lingua di promozione del Paese”, ma “deve diventare anche lingua di integrazione del Paese dei discendenti, degli oriundi che chiedono la cittadinanza. Vorremmo – ha precisato Vignali – che nelle richieste di cittadinanza si tenesse presente un legame forte anche linguistico e culturale con il nostro Paese, non solo formale”.
Quanto alla rete consolare, “purtroppo non tutti i problemi evidenziati sono stati risolti, vi sono carenze soprattutto di personale; mancano organici adeguati”, ha riconosciuto il Direttore Generale, che ha ricordato anche come l’età media del personale della Farnesina sia di 56 anni. “Ne parlerete con il Dg Sabatucci”, ha aggiunto Vignali, che ha comunque garantito: “il Governo è attivamente impegnato a reperire nuove risorse”, richieste “presentate già in questa legge di bilancio per avere nuovo personale, sia di ruolo che a contratto per i consolati”.
A proposito della situazione finanziaria, Vignali per “sgombrare il campo da incertezze e paure” ha sostenuto che “non ci sono stati tagli significativi ai capitoli di competenza della Dgiepm; gli stanziamenti 2019 che ad oggi sono in bilancio sono gli stessi del 2018, non ci sono tagli nelle proposte del governo” ma solo “limitati ritocchi ad altri capitoli”; ad esempio “nel decreto fiscale sono previsti 2 milioni in meno per il Fondo Africa”, ma, ha ribadito, “nella Legge di Bilancio 2019, ad oggi, non vi sono tagli. Stiamo vigilando e vigileremo, aiutateci a non abbassare la guardia”.
Il Dg Vignali ha quindi citato i dati emersi dai Rapporti della Fondazione Migrantes e di Idos – Rapporto degli italiani nel mondo il primo, il Dossier sull’Immigrazione il secondo – per ricordare che “la corrente di nuova emigrazione non si è arrestata” e che “i caratteri degli italiani all’estero non sono solo cervelli in fuga, ma anche giovani in cerca di opportunità, interi nuclei familiari, ultra 50enni per cercare opportunità migliori, si muovono genitori e nonni al seguito di figli e nipoti, e poi c’è la migrazione previdenziale”, una “corrente di nuova migrazione da monitorare, perché a rischio anche di marginalità, di diventare vittime di circuiti di sfruttamento e che va accompagnata nel percorso di integrazione all’estero”, come ha detto anche il Presidente Mattarella ai consoli nella recente conferenza che li ha visti protagonisti.
Le criticità. Tre su tutte, quelle indicate da Vignali: in primis il Venezuela “Paese stravolto da grande crisi, con milioni di rifugiati, tra cui anche italo venezuelani da assistere e aiutare. Continua l’impegno della Farnesina e del Governo: la nostra Direzione generale, in particolare, è impegnata nella fornitura di farmaci salva vita, ma non è semplice”.
Quindi la Brexit: “oggi abbiamo notizie incoraggianti sull’esito negoziati ma dobbiamo essere pronti a tutti gli scenari. Quello dell’accordo tutela i connazionali, ma c’è anche la possibilità di un “no deal”, in quel caso dovremmo attivare i canali istituzionali e di pressione verso le autorità britanniche per confermare i diritti dei nostri connazionali così come noi dovremmo essere pronti a garantire gli stessi diritti ai cittadini britannici in Italia”.
Infine, il Sud Africa. Qui la situazione è “da monitorare con attenzione. L’omicidio del nostro connazionale Raffaele Mastrogiuseppe qualche settimana fa testimonia il clima di insicurezza che la nostra collettività soffre”. In Sud Africa a settembre, ha aggiunto Vignali, “ho toccato con mano con questo clima, ma ho anche visto come la nostra collettività sia attiva nella solidarietà verso anziani e indigenti. I connazionali in Sud Africa chiedono sicurezza e solidarietà”.
Il Direttore generale ha quindi citato la recente Conferenza dei consoli - 106 quelli presenti alla Farnesina – che in questa occasione “hanno scambiato buone prassi, rafforzato il loro spirito di appartenenza”, senza contare che la tre-giorni ha portato “un’attenzione mediatica sui servizi consolari”. Durante la conferenza “abbiamo affrontatio i temi che ci eravamo proposti: innovare, comunicare, motivare. Sono stati animati dei tavoli tematici importanti”, da cui sono emerse indicazioni importanti. Tra queste la necessità di favorire “il confronto tra collettività storiche e nuove mobilità”,il “dialogo tra generazioni”, ma anche “spunti di innovazione e approfondimento”, come la constatazione che “la rete sia già pronta a formulare proposte volte a migliorare gli standard di lavoro, semplificare le procedure, introdurre nuovi paradigmi e – ha concluso – parametri più funzionali ed efficienti”. (m.cipollone\aise) 

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