IL CGIE A MATERA

IL CGIE A MATERA

MATERA\ aise\ - Si è aperta ieri sera la trasferta del Cgie nella città di Matera, Capitale europea della Cultura per il 2019. A salutare le autorità e i consiglieri presenti, Luigi Scaglione, coordinatore delle consulte regionali, che ha aperto la serata parlando di Matera come di “orgoglio di un’intera comunità e di un intero Paese”.
La parola è poi passata al sindaco della città, Raffaello De Ruggeri: “Voi”, ha esordito rivolto ai consiglieri Cgie, “rappresentate l’energia vitale che la nostra terra attrae e restituisce amplificata. Matera si fregia di una parola bellissima: Riscatto. Una città che nel dopoguerra era il simbolo della miseria del mezzogiorno, oggi è capitale della Cultura, un laboratorio di ripresa del mezzogiorno. Un luogo considerato morto e zavorra storica, epidemico sotto il profilo urbano, con un’azione culturale, lentamente, è risorto. Nelle vene delle donne e degli uomini di Matera è stato innestato il veleno della consapevolezza del proprio valore storico”.
Quella che un tempo veniva considerata la “Pompei della civiltà contadina”, è una delle città più antiche al mondo. Abitata da 8 mila anni, presenta caratteristiche di urbanizzazione riscontrabili solamente in altri due luoghi: Gerico e Gerusalemme.
“Quello che era un luogo di vergogna e infamia nazionale”, ha concluso il sindaco, “è diventato orgoglio di appartenenza, autostima. Quello che Matera sta vivendo è un momento storico e getta le basi per una ripresa generale di tutto il Mezzogiorno italiano, che da oggi diventa polo attrattivo per quelle che io chiamo le “industrie pensanti”, quelle che regaleranno a questi luoghi una nuova autonomia economica e una rinnovata dignità. Perché, dopo tutto, la più grande risorsa del Mezzogiorno è la nostra storia”.
La parola poi a Salvatore Adduce, già sindaco della città e oggi presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019: “Matera è un luogo che non si fregia delle grandi firme dell’architettura mondiale, ma di un magnetismo unico che proviene da una storia millenaria. Abbiamo creduto fermamente in questo progetto e quando dieci anni fa parlavamo di Matera Capitale europea della Cultura, la gente ci prendeva per pazzi. Erano altre le incombenze: la disoccupazione, l’emergenza rifiuti. Ma la nostra caparbietà è stato un atto d’amore verso le generazioni future. Abbiamo costruito qualcosa di assolutamente fantastico e non ci siamo limitati a Matera. Con uno stanziamento di 1 milione di euro, nel corso del 2019 renderemo ciascuno dei 131 comuni della Basilicata Capitale europea della Cultura per un giorno. È un’intera comunità che scende in campo”.
Dopo aver ricevuto per primo l’attestato di ambasciatore nel mondo di Matera Capitale europea della Cultura per il 2019, ha preso parola Luigi Maria Vignali: “Siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto, si tratta di un momento davvero rivoluzionario per tutto il mezzogiorno. Vorrei ricordare a tutti i consiglieri del Cgie presenti che da oggi sarete non solo ambasciatori di cultura, ma soprattutto di made in Italy, perché in fondo”, ha concluso Vignali citando un proverbio cinese, “Il cibo è uno dei quattro scopi della vita. Nessuno ha mai saputo quali siano gli altri tre”.
Michele Schiavone, segretario generale Cgie, ha detto: “rendere ambasciatori i consiglieri degli italiani che vivono nel mondo è il modo migliore per dimostrare cosa significhi il riscatto di una città”.
“Dal riscatto”, ha aggiunto, “dobbiamo passare al protagonismo e l’Italia ha tutte le carte in regola per farlo”.
“Credere in questa avventura”, ha detto Vito Santarsiero, presidente del Consiglio regionale della Basilicata, “significava credere in un cambio della nostra storia e un pensiero affettuoso non può non andare ai 600 mila lucani sparsi nel mondo, che ogni giorno si fanno ambasciatori della nostra terra”.
Porta i saluti del senatore Ricardo Merlo il deputato del Maie Mario Borghese che, dopo aver visitato Matera dieci anni fa, ha parlato “di una città completamente diversa, rinnovata, viva”. Dopo gli interventi di Silvia Alciati ed Eleonora Medda, che hanno espresso la gratitudine per questo invito al Cgie da parte della città, ha concluso Silvana mangione, vice segretario generale Cgie, che ha ufficialmente invitato la città a ospitare, entro il 2019, la prima conferenza preparatoria delle donne, propedeutica a quella generale prevista per il 2020. (gianluca zanella\ aise) 

Newsletter
Archivi