MUNARI - IN MOVIMENTO: A BOLZANO LA SECONDA PARTE DEL PROGETTO DI MIROSLAVA HAJEK E MANUEL CANELLES

MUNARI - IN MOVIMENTO: A BOLZANO LA SECONDA PARTE DEL PROGETTO DI MIROSLAVA HAJEK E MANUEL CANELLES

BOLZANO\ aise\ - L'Associazione Culturale Teatro Pratiko in collaborazione con il Centro Culturale Trevi - la piazza della cultura, presenta, fino al 31 luglio, la seconda parte del progetto “Munari - In movimento”, a cura di Miroslava Hajek e Manuel Canelles. Inaugurato ieri, 10 luglio, il progetto si avvale del contributo della Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige - Ripartizione Cultura Italiana.
Questa esposizione al Centro Trevi propone uno specifico gruppo di lavori, le Proiezioni a luce fissa e le Proiezioni a luce polarizzata, realizzate negli anni cinquanta del secolo scorso, con cui Bruno Munari porta a compimento la sua ricerca volta a conquistare una nuova spazialità oltre la realtà bidimensionale dell’opera.
Le Proiezioni si inseriscono in un filone di pensiero che ha due importanti obiettivi: smaterializzare la pittura creando ambienti di luce e offrire allo spettatore una molteplicità di immagini non più statiche. Le Proiezioni Dirette, create a partire dal 1950 e realizzate con diversi materiali inseriti in piccoli telai per diapositive, sono in diretta relazione con i lavori realizzati alla scuola del Bauhaus.
"Non sono fotografie a colori, sono proiezioni dirette di materie" precisa l'autore.
Le Proiezioni Dirette singole o plurime sono solo il primo passo di una ricerca che lo porta, dapprima, alle Proiezioni a fuoco continuo, dove il materiale emerge dal vetrino, permettendo la creazione di immagini differenti a seconda della diversa messa a fuoco e, infine, alle Proiezioni a luce polarizzata, che rappresentano una novità assoluta nel campo delle ricerche cromo-cinetiche. L’effetto della pellicola Polaroid diventa visibile ponendo del materiale incolore tra un sandwich di filtri; in particolare con il movimento rotatorio di quello più vicino all’osservatore si crea un movimento virtuale della composizione creata dall’artista.
Munari progetta sia delle proiezioni con la rotazione del filtro polarizzante davanti alla lente del proiettore, sia dei lightbox con e senza motore, denominati dall’artista Polariscop.
Questo inedito ed eccezionale corpo artistico è stato raccolto e reso fruibile, grazie all’autorialità della stessa Miroslava Hajek, mediante un processo di digitalizzazione. Le opere sono state raccolte, studiate e conservate dalla Hajek, storica dell’arte, curatrice e gallerista di fama internazionale, su proposta dello stesso Munari, nell’analisi critica del suo lavoro artistico e con la quale l’artista realizza la collezione ragionata delle sue opere strutturata in modo cronologico in grado di descriverne l’intero percorso creativo. (aise) 

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