COVID19/ NON PORTIAMO INDIETRO LE LANCETTE DELLA STORIA AL CONFINE TRA ITALIA E SLOVENIA - DI ALESSANDRO BUTTICÉ

BRUXELLES\ nflash\ - “La fotografia dei Sindaci di Gorizia e di Nova Gorica, seduti alle due metà di uno stesso tavolo, separati da una rete, è inequivocabile. Questa rete di confine funge da improbabile barriera alla pandemia e da sicuro testimone che il faticoso percorso di decine d’anni per arrivare alla caduta dei confini è stato travolto, in un attimo, dalla paura del contagio. La rete evidentemente pulisce le coscienze ed a nulla valgono la considerazione che il virus non si ferma con le barriere di confine e che la chiusura delle frontiere interne non è la soluzione: voci che gridano nel deserto. I confini sono barriere intollerabili che producono effetti incontrollabili. Se a questo si aggiunge la mancanza di sensibilità che impedisce di comprendere che due luoghi contermini, identici ed unici, non possono avere discipline diverse e che una normativa chiara ed uniforme assicura pace sociale ed ordine, otteniamo il risultato che oggi vediamo sul rinato confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia. Confusione, fraintendimenti, gruppi di controllo non autorizzati, caccia ai diversi, rischio di scontri”. Chi parla è Guido Germano Pettarin, deputato goriziano di FI. Un friulano autentico. (nflash)

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