LAVIAMOCI LE MANI MA NON LAVIAMOCENE LE MANI – DI GIANGI CRETTI

ZURIGO\ nflash\ - “Fatti non fummo per vivere da coatti. Non se ne dolga il Sommo Poeta se, parafrasandolo, addomestichiamo la sua prosa. Sarà per un residuo della memoria recuperato dalla prossimità del primo Dantedì dell’era moderna, celebrato, va da sé, in sordina lo scorso 25 marzo. Sta di fatto che un suo celebre verso, in rozza variante, ben si presta per descrivere l’umana condizione, in cui quasi tutti, temporaneamente si spera, ci troviamo. Volenti o nolenti, comunque costretti. Appunto. Una condizione che ci coglie impreparati. Impostaci da un’epidemia, ben presto diventata pandemia, di cui la maggior parte dei viventi del mondo occidentale ha conoscenza mediata dai libri di storia o dalla letteratura”. Così scrive Giangi Cretti nell’editoriale che apre il nuovo numero de “La rivista”, mensile che dirige a Zurigo. (nflash)

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