UNA PROPOSTA A FIORAMONTI PER ATTIRARE RICERCATORI STRANIERI – DI GIANLUCA BRIGUGLIA

ROMA\ nflash\ - “Si sa, uno dei problemi più avvertiti dell’università e della ricerca italiana è l’esodo verso l’estero di molti ricercatori formati in Italia. Intendiamoci, la mobilità dei ricercatori è certamente un valore e di fatto una necessità della ricerca, e anche, direi, un motore di integrazione. Se n’è accorta da anni l’Unione Europea, che incoraggia moltissimo la mobilità infraeuropea e non solo (per esempio, con i programmi Marie Curie, negli ultimi 10 anni ha finanziato circa 100mila progetti di ricerca di giovani ricercatori, che basino il loro progetto – selezionato secondo gli standard più rigidi – in un’istituzione universitaria o di ricerca di un diverso paese da quello di provenienza). C’è tutto un percorso da fare in questo senso, un discorso europeo”. Partono da qui le riflessioni che Gianluca Briguglia, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Venezia Ca' Foscari, già direttore della Facoltà di Filosofia dell'Università di Strasburgo, docente all'Università e all'Accademia delle Scienze di Vienna, all'EHESS di Parigi e alla LMU di Monaco, affida alle pagine online de “il Post”, quotidiano diretto da Luca Sofri. (nflash)

Newsletter
Archivi