Bando "Erasmus+" anche in italiano: Garavini (Iv) interroga il Governo

ROMA\ aise\ - Il Bando Erasmus+ pubblicato a fine marzo non rispetterebbe la diversità linguistica e culturale dei Paesi che compongono l'Unione europea. È quanto sostiene Laura Garavini, senatrice di Italia Viva eletta in Europa, in una interrogazione al Premier Draghi e ai Ministri dell'istruzione e dell'università e della ricerca, Bianchi e Messa.
“In linea generale – scrive Garavini nella premessa – è ampiamente riconosciuto che le lingue rappresentino un elemento di grande ricchezza nel patrimonio culturale europeo, al punto che il bilinguismo e il multilinguismo sono oggi considerati un'importante risorsa in termini di creatività e innovazione; in questo contesto, ciascuna delle numerose lingue nazionali, regionali e minoritarie parlate in Europa non fa che arricchire il patrimonio culturale comune dell'Unione e la loro condivisione favorisce il dialogo e il rispetto reciproco; l'Unione europea, infatti, considera la diversità linguistica una componente inalienabile del nostro patrimonio culturale”.
Nello specifico, chiarisce la parlamentare eletta in Europa, “la UE, come indicato all'art. 3, comma 3, quarto capoverso, del Trattato sull'Unione europea, "rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo"; tra gli aspetti di cui l'Unione tiene conto nell'azione che svolge a norma di altre disposizioni di trattati, vi è certamente la considerazione degli aspetti culturali, in particolare ai fini del rispetto e della promozione della diversità delle sue culture, come emerge anche dal dettato dell'articolo 167, comma 4, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea”.
“Ciò – secondo Garavini – emerge in maniera chiara nella risoluzione del Consiglio relativa a una strategia europea per il multilinguismo, adottata il 21 novembre 2008, secondo cui la diversità linguistica e culturale è parte intrinseca dell'identità europea ed è al contempo un retaggio condiviso, una ricchezza, ma anche una sfida e una risorsa per l'Europa”. La senatrice sottolinea poi che “nella medesima risoluzione si legge che "il multilinguismo rappresent[a] una questione trasversale di grande portata poiché abbraccia i settori sociale, culturale, economico e dunque educativo"”.
“Il 25 marzo 2021 – continua – la Commissione europea ha pubblicato il bando "Erasmus+", per gli anni 2021-2027, comprensivo di linee programmatiche e relativa guida redazionale esclusivamente in lingua inglese; in apertura del bando stesso è statuito che, in caso di conflitto di significati tra versione linguistiche, solo la versione inglese farà fede ("In the case of conflicting meanings between language versions, the English version prevails")”.
Posto che “tale previsione si pone in contrasto con il rispetto per la diversità linguistica e culturale dei Paesi che compongono l'Unione europea oggi”, Garavini chiede di sapere “se il Governo non ritenga opportuno attivarsi al fine di ottenere l'eliminazione della prevalenza della lingua inglese in caso di conflitto di significato tra versioni linguistiche, nonché la proroga dei termini rispetto alla pubblicazione inglese del bando per tutte le scadenze ivi previste, a partire dalla pubblica disponibilità della documentazione completa del bando Erasmus+ 2021 in italiano”. (aise)