Berlino: Federico Quadrelli si dimette dall’Assemblea nazionale del Pd

BERLINO\ aise\ - “Oggi ho rassegnato le dimissioni dall’Assemblea nazionale del PD. Lo faccio al termine di una serie di eventi gravi, prima politici e poi personali”. A scrivere è Federico Quadrelli, che da Berlino – dove il Circolo Pd è stato commissariato nel luglio scorso - , spiega perché ha deciso di lasciare l’Assemblea nazionale, precisando di rimanere comunque iscritto al partito, ma, precisa “con zero fiducia che possa accadere qualcosa di positivo”.
“Sono stato eletto all’Assemblea nazionale ininterrottamente dal 2015”, scrive Quadrelli. “Non ho mai perso un’elezione primaria a Berlino: né quando ero in minoranza contro Renzi e vinsi come candidato di Civati, né quando mi candidai con Orlando, poi con Zingaretti, durante la cui segreteria ho coordinato la commissione per la riforma dello statuto per gli italiani all’estero, e infine come candidato di Elly Schlein in Europa”.
“Le assemblee o non vengono convocate oppure, quando vengono convocate, si trasformano in passerelle inutili. Non esistono più un dibattito politico interno né un vero confronto”, accusa Quadrelli, che a Berlino è anche il Presidente del Comites. “Per ora resto un semplice iscritto, ma con zero fiducia che possa accadere qualcosa di positivo. La qualità della classe dirigente, sia locale sia nazionale, è pessima. In tutta coscienza, non potevo continuare a far parte di un’assemblea ormai del tutto inutile. Ho dato fin troppo a questo partito, spesso difendendo da solo posizioni che ritenevo giuste, quando tutti gli altri erano renziani e oggi, invece, si sono rifatti una verginità politica. Pura sopravvivenza e opportunismo. E oggi il leitmotiv è sempre lo stesso: “Silenzio, non esponiamoci troppo, altrimenti rischiamo di non ottenere nulla per noi stessi”. Ecco, voi siete parte del problema. O meglio: il problema”.
Nella lettera di dimissioni inviata alla Segretaria Elly Schlein, al Presidente Stefano Bonaccini, al Responsabile dell’Organizzazione Igor Taruffi e al Responsabile PD Mondo Luciano Vecchi, Quadrelli scrive: “non vedo più alcuna utilità nel far parte di un organismo che ormai viene convocato raramente e che, quando lo è, si riduce troppo spesso all’ascolto di interventi tranquillamente fruibili su YouTube. L’elaborazione politica è scomparsa, lasciando spazio a una passerella autoreferenziale per eletti desiderosi di mettersi in mostra e dirigenti ormai politicamente appannati. A questa deriva si aggiunge una gestione che considero miope ed egoriferita, soprattutto per quanto riguarda il partito all’estero, la cui conduzione negli ultimi anni è stata, a mio avviso, particolarmente deludente”.
“Ritengo gravissimo il commissariamento del Circolo PD di Berlino, le motivazioni le ho espresse, da voi completamente ignorare, così come gli atteggiamenti inaccettabili che ho subito e che ho più volte denunciato, senza che nessuno sia mai intervenuto, a partire dai vertici nazionali, Segretaria compresa”, aggiunge. “Considero questa fase una delle peggiori nella storia recente del partito, per qualità dell'impegno politico e livello del dibattito interno. Non intendo quindi continuare a ricoprire alcun ruolo ufficiale in una struttura dalla quale sento ormai il bisogno di prendere le distanze”.
“Rimarrò iscritto al Partito Democratico, in attesa che si aprano nuove fasi politiche, ma lo farò con profondo scetticismo e senza particolari aspettative. Vi invito – conclude – a una seria e necessaria riflessione autocritica sullo stato del partito, sulle modalità della sua gestione e, soprattutto, sul progressivo impoverimento della sua vita democratica”. (aise)