Filosa (Maie): il covid non può essere un alibi per bloccare l’accesso ai servizi consolari

ROMA\ aise\ - “Che fa il governo italiano per tutti quegli italiani all’estero che non riescono ad accedere ai servizi consolari perché la rete consolare italiana nel mondo sta funzionando a singhiozzo a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni imposte dai diversi governi?”. A chiederselo è Ricky Filosa, coordinatore MAIE Europa, secondo cui “il Coronavirus non può diventare un alibi per chiudere le nostre sedi o per non offrire ai nostri connazionali servizi efficienti in tempi dignitosi”.
“Sono davvero tante le denunce che ci arrivano da parte di italiani all’estero che non riescono a rinnovare un passaporto, per esempio, perché il Consolato non glielo consente. E questo è inaccettabile”, aggiunge Filosa, che subito precisa: “ci sono sedi che fanno i salti mortali per garantire, in sicurezza, i servizi consolari. A chi vi opera e lavora con impegno e abnegazione va il nostro più profondo ringraziamento”. Ma, aggiunge, “ce ne sono altre che, mettiamola così, si sforzano meno”.
Filosa cita, quindi, a mo’ di esempio la difficoltà di una connazionale residente nel Regno Unito alle prese con il rinnovo del passaporto del figlio annunciando una prossima interrogazione parlamentare del Maie per poi ribadire che si tratta di “una battaglia per tutti gli italiani all’estero che oltre confine hanno diritto di poter rinnovare il proprio passaporto in ogni momento e in tempi dignitosi”. Un diritto, conclude Filosa, su cui dovrebbe intervenire il sottosegretario agli esteri Della Vedova che ha deleghe per gli italiani nel mondo. (aise)