Green pass e iscritti Aire: Schirò (Pd) interroga Di Maio e Speranza

ROMA\ aise\ - La campagna vaccinale italiana dovrebbe tener conto di numerose questioni che riguardano i cittadini iscritti all’Aire, alle prese con prime e seconde dosi in Paesi diversi e difficoltà nel farsi rilasciare il green pass. Questo, in estrema sintesi, quanto sostiene Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, prima firmataria di una interrogazione ai Ministri degli esteri e della salute, Di Maio e Speranza, in cui chiede un intervento del Governo.
Nella premessa, Schirò ricorda che “l'ordinanza n. 7/2021 del Commissario per l'emergenza Covid-19 ha disposto le vaccinazioni Covid-19 dei soggetti appartenenti a specifiche categorie di rilievo internazionale, compresi i cittadini iscritti all'Aire presenti in Italia. Le regioni italiane hanno implementato le procedure per la messa in esecuzione delle forme di prenotazione mediante i portali e i call center, permettendo ai cittadini delle categorie previste dall'ordinanza di accedere alla campagna vaccinale; a conclusione del ciclo vaccinale, ai cittadini iscritti all'Aire temporaneamente in Italia dovrebbe essere rilasciata la certificazione verde Covid-19 sulla base dei dati trasmessi dalle regioni e dalle province autonome, certificazione che dovrebbe essere acquisita tramite i diversi canali previsti”.
“Migliaia di cittadini italiani all'estero e i loro famigliari, iscritti all'Aire o meno, immunizzati in altri Paesi, extra Unione europea, con vaccini riconosciuti dall'autorità sanitaria nazionale e da quella dell'Unione europea (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson), una volta rientrati in Italia, non riescono ad ottenere la certificazione verde Covid-19 che consente l'accesso ai servizi e alle attività individuati dalle disposizioni vigenti”, spiega la deputata, che aggiunge: “numerosi italiani e i loro famigliari, iscritti all'Aire o meno, inoltre, hanno ricevuto la prima dose all'estero e, una volta rientrati in Italia, chiedono di poter fare il richiamo e di avere riconosciuto il green pass con una certificazione mista”.
“Gli operatori del numero 1500, interpellati dai connazionali immunizzati o parzialmente immunizzati all'estero, - riporta Schirò – comunicano che per questi casi è necessario attendere la predisposizione di una funzionalità specifica che consenta al sistema di rilasciare tali certificazioni e che sarebbe attesa entro la fine del mese di luglio 2021”.
Ricordato che “il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021, all'articolo 5, stabilisce che il Sistema TS “c) acquisisce tramite apposito modulo online, reso disponibile sul portale nazionale della Piattaforma-DGC, i dati relativi alle vaccinazioni effettuate all'estero dai cittadini italiani e dai loro familiari conviventi nonché dai soggetti iscritti al Servizio sanitario nazionale che richiedono l'emissione della certificazione verde COVID-19 in Italia; d) mette a disposizione la possibilità di validare le richieste di cui alla, lettera c) ai fini del rilascio della certificazione verde COVID-19, secondo modalità stabilite con circolare congiunta del Ministero della salute e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale”, Schirò chiede ai due ministri “se risulti che tutte le regioni stiano procedendo in modo uniforme alla comunicazione dei dati riguardanti i cittadini italiani iscritti all'Aire temporaneamente in Italia, vaccinati negli ambiti di rispettiva competenza, affinché essi possano ottenere la certificazione verde Covid-19”.
Il Governo dovrebbe chiarire anche “con quali tempi e con quali modalità si intenda rilasciare la certificazione verde Covid-19 ai cittadini italiani e ai familiari conviventi, iscritti o meno all'Aire, vaccinati all'estero e rientrati in Italia” e, infine, “quali iniziative siano previste per i connazionali e i familiari conviventi che hanno ricevuto la prima dose all'estero e che, rientrati in Italia, chiedono di poter fare il richiamo nel nostro Paese e di vedere riconosciuto il green pass con una certificazione mista”. (aise)