PRIMA DI TUTTO ITALIANI: IL CTIM CELEBRA I 50 ANNI A ROMA

PRIMA DI TUTTO ITALIANI: IL CTIM CELEBRA I 50 ANNI A ROMA

ROMA\ aise\ - “Prima di tutto italiani: una una vasta riflessione sul senso dell’identità nazionale, della sua difesa e della sua promozione, dentro e fuori i confini d’Italia”. Questo il tema della manifestazione che si terrà il prossimo 13 novembre alle 18 presso la Fondazione An, in via della Scrofa 43, a Roma, per celebrare il mezzo secolo di vita del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo fondato nel 1968 da Mirko Tremaglia.
L’apertura sarà curata da Giuseppe Valentino, Presidente Fondazione An.
Poi saluti e testimonianze di Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Affari Esteri con delega agli italiani nel mondo; Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie; Ignazio La Russa, Vicepresidente del Senato; Maurizio Gasparri, Senatore; Gianni Alemanno, già Sindaco di Roma.
Quindi gli interventi di Roberto Menia, Segretario Generale del Ctim; Vincenzo Arcobelli, Presidente del Ctim e consigliere Cgie; Massimo Magliaro, già Direttore di Rai International; Giulio Terzi di Sant’Agata, già Ministro degli Affari Esteri; Pietrangelo Buttafuoco, Giornalista e scrittore.
Modera Francesco De Palo, Direttore di Prima di Tutto Italiani.
“Si tratta di ripercorrere e reinterpretare le vicende ed il ruolo di un’associazione benemerita, nata nell’alveo della cultura e dell’impegno politico della destra italiana, che fece del conseguimento del diritto di voto per gli italiani all’estero la sua battaglia storica e vincente – osserva il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia –; oggi quella storia va celebrata e utilizzata come trampolino di lancio per il futuro”.
E aggiunge: “Fuori dai nostri confini c’è un tesoro enorme: 5 milioni di cittadini italiani, 60 milioni di italiani oriundi, che conservano il nome e la lingua in ogni angolo del mondo. Più di 400 organi di stampa e tv, 100 istituti di cultura, 500 comitati della Dante, migliaia di esercizi commerciali, ristoranti, il made in Italy diffuso, oltre 100 miliardi di euro prodotti dall’altra Italia.
Spingiamola, allora, questa italianità di ritorno, come fatto fisico per alcuni, economico per altri, culturale e spirituale per altri ancora. E’ una battaglia che vale la pena di fare, tanto più oggi, di fronte al mondo globalizzato ed ai grandi fenomeni immigratori che ci investono e ci pongono alta la questione della difesa dell’identità italiana in casa e della conservazione e promozione della stessa fuori di casa. Temi su cui il Ctim si impegna, oggi, per i prossimi anni”. (aise) 

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