Referendum/ Arcobelli (Ctim-Cgie): segnalate tante difficoltà per la partecipazione dal mondo

DALLAS\ aise\ - “Inspiegabilmente, le difficoltà per gli italiani residenti all'estero di poter esercitare il proprio diritto di voto - sancito dal comma 3 dell'articolo 48 della Costituzione italiana - in questa consultazione coincidente con il referendum abrogativo, si sono moltiplicate in modo allarmante, con segnalazioni provenienti da tutto il globo sulla parziale copertura distributiva dei plichi e di ritardi diffusi”. A riferirlo è Vincenzo Arcobelli, Presidente del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo – CTIM, nonché rappresentante presso il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE).
“Un tasso di partecipazione che si prospetta molto bassa. Le ragioni tutte da accertare, auspicabilmente attraverso una Commissione di inchiesta parlamentare degna di questo nome – ha aggiunto ancora Arcobelli -. Tuttavia, in questa circostanza, è possibile sostenere che tra le tradizionali cause, o presunte tali, come l'eccessiva burocrazia richiesta per l'espressione del voto o la disaffezione nei confronti della politica, non sarebbero da annoverarsi tra quelle preponderanti. Cosicché sarebbe gravemente compromessa anche la percezione sull'effettivo interesse partecipativo al voto”.
“Per completare il disastro – ha aggiunto ancora l’esponente del CTIM -, l'incosciente disinvoltura, ma solo per questo referendum, del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE) di sopperire al deficit informativo, forse perché legato quasi integralmente proprio a quella componente partitica dei cosiddetti “democratici”, considerati tra i maggiori oppositori di questo referendum”, ha concluso Arcobelli. (aise)