REFERENDUM ESTERO: IL 28 LUGLIO LA PRIMA SCADENZA

REFERENDUM ESTERO: IL 28 LUGLIO LA PRIMA SCADENZA

ROMA\ aise\ - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indetto il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.
Il quesito del referendum sarà: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?”.  La riforma approvata dal Parlamento prevede il taglio dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200; gli eletti all'estero passerebbero da 18 a 12: 8 deputati, invece dei 12 attuali, e 4 senatori, invece dei sei attuali.
Si voterà, dunque, domenica 20 e lunedì 21 settembre.
Gli italiani all’estero, come noto, anche al referendum votano per corrispondenza, ma possono anche scegliere di tornare in Italia per votare al seggio del comune di residenza.
Per farlo devono esercitare l’opzione: ed è proprio questa la scadenza più ravvicinata perché, come prevede la legge, “la comunicazione dell'opzione deve pervenire all'ufficio consolare non oltre il decimo giorno successivo all'indizione delle votazioni”.
Il decreto porta la data del 17 luglio, dunque l’opzione va esercitata entro il 28 luglio.
Gli elettori che scelgono di votare in Italia riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali in Italia. La scelta di votare in Italia vale solo per una consultazione referendaria.
La comunicazione sull'opzione di votare in Italia può essere scritta su carta semplice e - per essere valida - deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante. Sia la Farnesina che ambasciate e consolati all’estero già da oggi stanno pubblicando sui loro siti un modulo da compilare e inviare (sarà cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile).
Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le condizioni per votare per corrispondenza (Legge 459/2001, art. 20, comma 1-bis) hanno diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio, in classe economica.
Tutti i cittadini italiani all’estero sono invitati a controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il proprio consolato di riferimento. (aise) 

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