SSN per gli Aire extra Ue/ Di Giuseppe (FdI): provvedimento che sana fratture e costruisce partecipazione

ROMA\ aise\ - Un provvedimento che “combina umanità e responsabilità”, che “non chiede assistenzialismo” ma “costruisce partecipazione”. Così Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto all’estero, ha definito la proposta di legge a sua prima firma che estende l’assistenza sanitaria agli italiani iscritti all’Aire residenti nei Paesi extra Ue dietro contributo di 2mila euro annui. Approvata questa mattina dalla Camera, in prima lettura, la proposta di legge “interviene su una frattura evidente: chi risiede in Europa gode di una copertura tramite la Tessera europea di assicurazione malattia; chi vive fuori dall'Unione europea, anche se italiano, rimane in un limbo”, ha detto Di Giuseppe nelle dichiarazioni di voto.
Un cittadino italiano non può essere più o meno cittadino in base alla latitudine dove vive”, ha aggiunto. “Con questo provvedimento introduciamo uno strumento semplice, trasparente, sostenibile, un contributo annuale volontario che permette ai nostri connazionali residenti all'estero di mantenere la continuità dell'assistenza sanitaria italiana. È un passo di civiltà”. Senza dimenticare, ha proseguito il deputato, che “negli anni, migliaia di nostri connazionali residenti all'estero hanno evitato di iscriversi all'AIRE non per superficialità o disinteresse, ma per timore di perdere l'accesso al Servizio sanitario nazionale. Questo ha generato una doppia distorsione: da una parte, dati statistici completamente falsati sul numero reale degli italiani residenti in Italia e all'estero, perché la mappa demografica della Nazione non corrispondeva alla realtà; dall'altra, un carico occulto sul sistema sanitario italiano, che si è trovato a sostenere costi per i cittadini che, di fatto, non contribuivano correttamente al mantenimento della struttura”.
Con la nuova legge “noi chiudiamo questa stagione di incertezza, noi ristabiliamo un ordine che crea trasparenza nei numeri, correttezza nei flussi, verità nel rapporto tra Stato e cittadino. Non riguarda un numero su un algoritmo, riguarda il fascicolo sanitario, la storia medica, le esenzioni terapeutiche, le continuità delle cure. Il fascicolo sanitario non è una scheda tecnica, è la memoria clinica di una persona, è la sua storia biologica. Nel 2025, nel mondo della medicina digitale, la continuità del fascicolo sanitario è più importante della medicina stessa, perché è grazie ai dati longitudinali che si salvano le vite, è grazie alla continuità che si prevengono le patologie, è grazie alla memoria terapeutica che si evita il danno. Interrompere questa continuità solo perché una persona vive fuori dai confini nazionali – ha detto ancora Di Giuseppe – è stato per anni uno strappo che non potevamo più permetterci. La sanità non è un servizio, è un'identità misurata nel tempo, e c'è un dato che spesso sfugge: non siamo più davanti solo a migrazioni permanenti, come nel Novecento”.
Sempre più italiani – ha osservato – oggi vivono periodi fuori dall'Italia senza rompere il legame con l'Italia: lavorano, crescono, stringono reti internazionali, poi rientrano e, in questo andare e tornare, si crea un valore che spesso qui dentro, nelle istituzioni, non è mai stato compreso. Non lo dico retoricamente, molte cose che in Italia oggi diamo per scontate sono arrivate grazie agli italiani all'estero e non grazie alla vecchia politica domestica. È stata la diaspora, più della politica, ad aprire porte che qui non si sapeva come aprire. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo, non è una provocazione, è la realtà”.
“Se oggi guardassimo l'Italia solo nella sua componente residente, se la riducessimo alla dimensione interna, l'Italia non ce la farebbe, non reggerebbe economicamente, non reggerebbe culturalmente, non reggerebbe diplomaticamente. Solo l'Italia nel suo complesso, con i suoi cittadini nel mondo, - ha affermato il parlamentare di FdI – riuscirà a vincere le future sfide che ci attendono nel mondo. Senza questa estensione, l'Italia sarebbe un Paese provinciale, non una Nazione globale. Ecco perché la diaspora non è un fenomeno da gestire, è un fattore da integrare nell'idea stessa di Nazione”.
Prima di confermare l’ovvio voto a favore di Fratelli d’Italia, Di Giuseppe ha ringraziato “a titolo personale”, ha precisato, “i parlamentari di maggioranza, di opposizione eletti nella circoscrizione Estero come il collega Di Sanzo, che ha dato un contributo serio, offerto su questo provvedimento. Quando la collaborazione parlamentare serve a risolvere una questione concreta dei cittadini, credetemi, si nota”, ha commentato.
Quindi, concludendo, Di Giuseppe ha affermato che “le politiche pubbliche che non riconoscono il mondo come territorio della Nazione italiana sono politiche miopi e, per 25 anni, questa politica, questa miopia ha prodotto inerzia, rimozione e rassegnazione. Noi rompiamo questo silenzio, noi restituiamo all'Italia la sua dimensione reale, planetaria. Questo provvedimento combina umanità e responsabilità, non chiede assistenzialismo e costruisce partecipazione. Non crea spreco, crea equilibrio. Non limita, espande. E riafferma che la Patria non termina a Ventimiglia o al Brennero, non termina a Lampedusa o a Trieste. Oggi l'Italia abbraccia l'Italia nel mondo e lo fa finalmente non con nostalgia, ma con giustizia e senso di responsabilità. È questo il senso, il senso più profondo del voto di oggi”. (aise)