Ungaro (Iv): L’Italia intervenga per il ritorno di Marco Zennaro

ROMA\ aise\ - “La Farnesina si impegni per accertarsi lo stato di salute fisica e psicologica di Marco Zennaro e verifichi se ci sono le condizioni per il suo rientro in Italia”. Così Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, sul caso del connazionale arrestato in Sudan, su cui ieri il Ministero degli esteri è di nuovo intervenuto attraverso l’Ambasciatore Vassallo che il Direttore generale Vignali.
“L’ingegnere Marco Zennaro, titolare di azienda di Marghera e padre di tre figli, è stato trattenuto forzatamente da più di cinquanta giorni a Khartoum, in Sudan, a causa di una presunta frode per la fornitura di trasformatori elettrici con una società sudanese”, ricorda Ungaro. “A partire della notte del 18 Marzo sono iniziate una serie di drammatiche vicissitudini tra rilasci, ricatti e, per finire, con il suo trasferimento in una cella. Secondo le fonti dell’ambasciata italiana in Sudan, le condizioni di detenzione di Marco sono disumane: pessime condizioni igienico-sanitarie della prigione, condivisa con altre persone, con 45 gradi, senza un letto, cibo o acqua, salvo quello che riesce a portare il padre del detenuto o l'ambasciata”.
“Una situazione veramente inaccettabile che viola ogni norma dei diritti dell’uomo e di diritto internazionale”, continua il parlamentare che giorni fa ha depositato insieme al collega Gennaro Migliore, un’interrogazione parlamentare al Ministro Di Maio. “L’Italia – conclude – deve far sentire la propria voce e difendere i propri concittadini in tutte le sedi opportune”. (aise)