ESISTENZA IN VITA: ANCHE I PATRONATI DEL BRASILE SCRIVONO ALL’INPS

ESISTENZA IN VITA: ANCHE I PATRONATI DEL BRASILE SCRIVONO ALL’INPS

SAN PAOLO\ aise\ - Con una lettera al Direttore Generale INPS, Gabriella Di Michele – inoltrata anche a Gabriele Uselli e Massimo Colitti – gli otto patronati italiani in Brasile - Acli, Acai Enas, Enasco, Epasa, Inas, Inca, Ital e Sias – chiedono di rinviare ad ottobre la campagna di verifica dell’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero.
“I Patronati operanti in Brasile, nel corso di una riunione realizzata lo scorso giorno 07, considerando la loro missione di tutela ed assistenza dei cittadini hanno manifestato grande preoccupazione quanto all’invio della modulistica per la campagna CEV 2020, da parte della banca Citi che dovrebbe avere inizio nel prossimo mese di agosto”, si legge nella lettera. “Come noto, secondo i dati della OMS, la pandemia è persitente nell’America del Sud (in particolare in Brasile viste le dimensioni del Paese) dove il picco di contagio dovrebbe essere registrato entro la metà del mese di agosto. I pensionati italiani, tutti di età molto avanza, come tutti gli anziani sono la fascia della popolazione più a rischio di contagio e di mortalità”, ricordano i patronati. “Solo il distanziamento sociale e quindi l’isolamento possono ritardare o ridurre al minino gli effetti devastanti della COVID-19”.
“Considerando inoltre che gli enti certificatori dell’autenticità delle firme, Consolati ed Uffici Notarili locali (Cartórios) funzionano in regime di urgenza e per appuntamento ed il servizio postale con rallentamenti e di forma saltuaria”, i patronati chiedono il “rinvio della spedizione dei plichi CEV ad ALMENO il mese di OTTOBRE e scaglionata nei mesi a seguire, permettendo un adeguato ricevimento dell’utenza onde garantirne l’incolumità”. (aise) 

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