SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO: ALLA FARNESINA INCONTRO MAECI-SINDACATI SULLA GESTIONE DELLA EMERGENZA CORONAVIRUS

SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO: ALLA FARNESINA INCONTRO MAECI-SINDACATI SULLA GESTIONE DELLA EMERGENZA CORONAVIRUS

ROMA\ aise\ - Si è tenuto ieri, 3 marzo, alla Farnesina un incontro informativo richiesto dai sindacati della scuola per avere un aggiornamento sulle modalità adottate dal Ministero degli esteri per garantire la sicurezza del personale nelle scuole italiane all’estero a seguito della diffusione dell’epidemia di Coronavirus.
Come riportato da due diverse note di Flc Cgil e Uil Scuola, il ministero ha confermato di essere in continuo contatto con i territori e di fornire, tramite le ambasciate ed i consolati locali, tutti gli strumenti di supporto al personale attualmente in servizio all’estero, anche in condizioni di quarantena.
La situazione più grave è quella di Asmara, dove ai docenti ed alla dirigente scolastica sono stati imposti dall’autorità locale dei giorni di quarantena in un ospedale nella periferia della città.
“Abbiamo chiesto al Ministero di fare in modo che le autorità locali concedano al personale di poter trascorrere questo periodo nelle proprie abitazioni e soprattutto che per il futuro si avviino dei protocolli per garantire la certificazione sanitaria direttamente dall’Italia”, riporta la Flc Cgil.
Il personale coinvolto, chiarisce Uil Scuola, consiste nella dirigente scolastica, 5 docenti e il figlio di una di loro, “trattenuti obbligatoriamente dalle autorità sanitarie eritree in isolamento in un ospedale di Asmara” mentre sono “14 i docenti restati in Italia dopo il periodo di sospensione delle attività didattiche”.
I rappresentanti del MAECI, riporta il sindacato, hanno comunicato che il viceministro Marina Sereni ha avviato un canale di dialogo con le autorità eritree per concordare una soluzione condivisa per permettere ai docenti in isolamento di continuare la loro quarantena nelle proprie abitazioni, mentre per i 14 docenti ancora in Italia la possibilità di poter effettuare i test sanitari nel nostro paese e poter al più preso rientrare in servizio.
“In questo drammatico frangente la Scuola Italiana di Asmara che resta aperta, anche se con orari limitati a causa della carenza di insegnanti, lancia all’intero nostro sistema scolastico all’estero un forte segnale di resistenza; di fronte ad una situazione di così grande difficoltà la nostra scuola non si arrende. La scuola italiana all'estero – sottolinea la Uil Scuola – è un antivirus, presidio da difendere, bandiera e vetrina delle nostre eccellenze".
Tornando al quadro generale, nell’incontro di ieri il Ministero, in considerazione del fatto che lo scenario internazionale cambia di ora in ora, è stato ribadito che occorre sconsigliare al personale attualmente in Italia in attesa di prendere servizio nella sede di destinazione di recarsi all’estero.
La FLC CGIL, quindi, ha chiesto che, là dove necessario, siano concordate, come per i territori metropolitani ed in accordo con le autorità locali, misure di contenimento come la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività didattiche in modo da evitare potenziali situazioni di contagio.
Contemporaneamente, il sindacato ha chiesto al Ministero di garantire al personale all’estero la continuità del trattamento economico previsto in condizioni di normalità dal momento che la mancata prestazione lavorativa è causata da ragioni di forza maggiore.
Auspicio del sindacato anche che il MAECI “fornisca delle indicazioni scritte alle sedi ed al personale in modo da garantire uniformità e chiarezza nella gestione di questi giorni di emergenza. Il MAECI – conclude Flc Cgil – ha preso l’impegno di elaborare delle indicazioni nelle prossime ore e di diramarle con la massima urgenza”. (aise) 

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