Farnesina: La Confsal Unsa all'incontro tra sindacati e il segretario generale Sequi

ROMA\ aise\ - Il nuovo Segretario Generale della Farnesina, Ettore Sequi, il 23 giugno scorso ha incontrato per la prima volta le sigle sindacali rappresentative del personale del Ministero degli Affari Esteri. Ne dà notizia la Confsal Unsa Esteri, che ha partecipato all’incontro come sigla maggiormente rappresentativa del personale del MAECI.
“Malgrado i toni generici del confronto ministeriale, la nostra sigla ha insistito ripetutamente sulle gravi lacune dell’Amministrazione”, riporta Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Esteri. “In particolare – sottolinea – sulla drammatica penuria di personale di ruolo nelle sedi estere che sta determinando una conditio ostativa all’accesso delle imprese ai mercati internazionali e al supporto ai connazionali e agli imprenditori in particolare in questa fase pandemica”.
“Stando ai dati delle recenti liste trasferimento, - ricorda Lauriola - risulta una mancata copertura di circa il 90% delle vacanze di organico nella rete estera del Maeci. La gravità maggiore sta nel fatto che rispetto a dieci anni fa, stiamo registrando una riduzione pari al 50% del personale di ruolo, a fronte di un incremento del numero di cittadini emigrati e di aumento della domanda e della qualità dei servizi correlati all’export e all’internazionalizzazione. Sembra si faccia fatica a capire che l’età media del personale di ruolo attualmente operativo è piuttosto alta e che questa rappresenta un deterrente per il trasferimento, se poi ci aggiungiamo il fatto che sul personale che decide di trasferirsi presso le sedi estere incombe la tassazione IRPEF sui rimborsi per le spese di trasloco anticipate dagli stessi dipendenti per i trasferimenti di servizio, risulta chiaro che le motivazioni al trasferimento si riducono al lumicino. Pertanto l’emergenza assunzionale della Farnesina sta assumendo dei tratti drammatici che rischiano di trascinare al ribasso le potenzialità economiche del sistema Paese all’estero, in una stagione in cui si punta – paradossalmente – al rilancio e alla promozione sui mercati esteri”.
“Il rallentamento dei concorsi MAECI, in ultimo quello per le seconde aree non fa che esasperare il dramma”, denuncia la sindacalista. “Altre amministrazioni hanno puntato su procedure smart e celeri, mentre la Farnesina continua a rimandare la selezione per ragioni non chiare, procrastinando un’impasse operativa che sta mettendo a rischio la credibilità del nostro Paese”.
“In questo scenario complesso” per Lauriola un “ruolo determinante continua ad essere svolto dal contingente degli impiegati a contratto, che malgrado sia, specialmente in questa fase, il dorso funzionale nell’Amministrazione, risulta il destinatario di norme frammentate e di diritti limitati, sebbene si sia arrivati quest’anno ad una versione light della tanto ambita riforma con la legge 29 aprile 2021, n. 62, ma l’assenza di adeguate risorse che la rendano pienamente attuativa rischia nei fatti di vanificarne la ratio”. Per il sindacato, quindi, “è urgente procedere ad un potenziamento della presenza italiana all’estero, anche attraverso la riproposizione della ratio della legge 442 del 2001, coinvolgendo il personale a contratto già operativo presso le sedi estere, caratterizzato da conoscenza del territorio, della lingua e delle dinamiche socio-economiche locali, attraverso delle procedure concorsuali specifiche sul modello di quanto attuato nel 2001”.
Durante l’incontro, continua Lauriola, “abbiamo richiamato l’attenzione di Sequi anche sull’equazione tra norme sanitarie locali ed esigenze amministrative nella nostra rete estera che ha creato a nostro avviso un precedente pericoloso, con l’introduzione di una cornice normativa che da ormai un anno solleva dubbi e legittima delle sperequazioni intra-amministrative, rappresentata dall’articolo 263 comma 4 del Dl 34/20 che dispone che la presenza in ufficio del personale delle sedi estere sia vincolata alle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie locali. Sono stati evidenziati ulteriori limiti che condizionano la configurazione dei lavoratori a contratto, in particolare con riferimento alla rappresentatività delle RSU unitamente all’assenza della disciplina della valorizzazione del merito, della premialità, della meritocrazia e della professionalità del lavoratore, in ragione dell’esclusione di questo personale dalla sottoscrizione del CCNL, elementi illustrati per fornire un quadro quanto più completo del vulnus normativo che condiziona la categoria”.
“È evidente a tutti l’assenza di una visione di sistema, una lungimiranza amministrativa di cui da sempre si sente la mancanza ma che in un momento complesso come quello attuale risulta di difficile comprensione”, conclude Lauriola. “Abbiamo sottoposto le nostre proposte al Segretario Generale e formulato formalmente una richiesta di audizione tecnica per affrontare le singole questioni sfiorate nell’incontro conoscitivo anche alla vigilia dei provvedimenti attuativi del PNRR e delle disposizioni in materia di rilancio del sistema economico”. (aise)