Lauriola (Confsal Unsa Esteri) a Di Maio: dare giusta attenzione ai nostri lavoratori

ROMA\ aise\ - “Nella giornata del 3.5.2022, in occasione dell’audizione del Ministro Di Maio presso la Giunta delle elezioni della Camera, è stata riposta, come poche volte accade, attenzione al comparto dei lavoratori delle sedi estere, dove la penuria di personale, in combinato disposto con la scarsità di risorse, trasforma le stesse sedi in vere e proprie “trincee” nelle quali il lavoro quotidiano è portato avanti solo perché lo spirito di sacrificio, abnegazione e rispetto per il Paese continuano ad essere valori immutabili tra tutti i nostri lavoratori”. Così Iris Lauriola, Segretario nazionale della Confsal Unsa Esteri, a commento dell’audizione del ministro nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul voto all’estero.
“Il Ministro – riporta Lauriola – ha parlato di squilibrio tra numero di personale operativo presso le sedi consolari ed il numero di iscritti AIRE residenti all’estero, facendo l’esempio della circoscrizione consolare di Stoccarda, prima fra quelle europee, avente un numero di iscritti AIRE pari a quello degli abitanti di una città come Parma. Tuttavia a Stoccarda sono in servizio solo 30 unità di ruolo e a contratto ed un diplomatico, pertanto - si chiede la sindacalista – con quali basi si potrebbe continuare a portare avanti l’attuale sistema elettorale?”.
“Per far fronte alle procedure elettorali che sollevano una macchina operativa immane e dispendiosa – spiega Lauriola –, il numero esiguo dei nostri lavoratori deve mettere in stand-by tutte le altre operazioni, sospendendo così servizi e attività consolari a favore dei nostri connazionali all’estero. Peraltro, oltre al danno dell’accrescimento degli oneri lavorativi, si aggiunge anche la beffa di vedersi poi depennati diritti e spettanze, come accaduto con l’entrata in vigore della legge sull’assegno unico, precedentemente riconosciute ai nostri impiegati a contratto, sia cittadini italiani che cittadini stranieri, in ragione della normativa previgente”.
Tutelare il diritto acquisito da questi lavoratori – sottolinea – vuol dire tutelare i diritti di tutti i nostri connazionali a cui sono rivolti i servizi erogati dai lavoratori medesimi, equivale tutelare le potenzialità del sistema Paese e la credibilità della nostra immagine nel mondo è impossibile scindere un’eventuale riforma del voto estero, un riadeguamento delle risorse riservate alle procedure elettorali o nuove autorizzazioni assunzionali dal rispetto dei diritti in materia fiscale e di prestazioni familiari dei lavoratori già operativi, che sono al contempo e paradossalmente l’anello contrattualmente più debole del MAECI, pur essendo in questo momento la colonna portante del suo funzionamento all’estero, considerata la diminuzione del 50% del numero dei colleghi appartenenti alle qualifiche funzionali”.
Per questo, Lauriola chiede al Ministro Di Maio “di dare giusta attenzione ai nostri lavoratori, salvaguardando il diritto acquisito dagli stessi in materia di benefici e spettanze familiari ed in materia di riadeguamento retributivo, al fine di creare le migliori condizioni operative per affrontare oltre confine le sfide che il nostro Paese sarà tenuto a fronteggiare”. (aise)