Al console Tommaso Claudi il premio “La Chiave d’Europa”

ROMA\ aise\ - Il console Tommaso Claudi ha ricevuto il premio “La Chiave d’Europa” per lo straordinario contributo all’operazione umanitaria del Governo italiano nei giorni dell’emergenza a Kabul. La cerimonia di consegna del Premio, promosso dal Comune di Ventotene e dall'associazione “La Nuova Europa”, si è svolta ieri, 23 settembre, nella Sala dei Mosaici della Farnesina.
Presente l’ambasciatore Ettore Francesco Sequi, segretario generale del Ministero per gli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale, che ha avuto parole di convinta partecipazione al riconoscimento del diplomatico. “È un'iniziativa graditissima. La scelta di premiare un giovane funzionario dello Stato, un diplomatico della Farnesina”, ha detto Sequi, “è per me motivo di orgoglio. Lo considero un riconoscimento al lavoro che i diplomatici di tutto il mondo svolgono quotidianamente al servizio del Paese. Tommaso ha dimostrato coraggio e spirito di solidarietà. Ha avuto prontezza di spirito. Ci ha reso orgogliosi”.
Tommaso Claudi è stato premiato per lo “straordinario impegno a favore del rispetto dei diritti civili e della libertà. Con il suo mettersi al servizio della massa - recita la motivazione del Premio - ha aperto la porta d'Europa a migliaia di persone in fuga dall'Afghanistan, portandole in salvo e accompagnandole verso la libertà". A consegnargli “La Chiave d’Europa” sono stati il Sindaco di Ventotene, Gerardo Santomauro, e il presidente di “La Nuova Europa”, Roberto Sommella.
“Sono molto onorato di questo riconoscimento. Ma è un tributo che va a tutte le istituzioni”, ha commentato Claudi che ha tenuto a sottolineare quanto l’operazione che l’ha visto protagonista, in cui 5 mila persone fra italiani ed afghani sono state tratte in salvo, “più che un'esperienza personale sia il risultato di un lavoro di squadra. Il mio lavoro è stata la conseguenza di un lavoro preparatorio”. Sulle motivazioni che l’hanno spinto a comportamenti coraggiosi, ha affermato: “nessuno sul posto si è chiesto perché lo stiamo facendo. Abbiamo dato per scontato che era il nostro dovere. Non ci siamo chiesti la motivazione. Ci siamo semmai chiesti come fare meglio“.
Il Premio “La Chiave d’Europa”, ha tenuto a sottolineare l’ambasciatore Sequi, è “nato dallo spirito del Manifesto di Ventotene e dà la misura di cosa significhi in concreto la solidarietà fra europei: oggi un diplomatico italiano può trovarsi a dare assistenza in una situazione di crisi, anche ai cittadini di altri stati membri dell'Unione Europea, come lo stesso Tommaso ha fatto in Afghanistan pochi giorni fa. Questa solidarietà continentale è una conquista faticosamente raggiunta in decenni di processo di integrazione. Non va sminuita, né data per scontata, tantomeno lasciata svanire”.
La premiazione di Claudi è stata anche l’occasione per ribadire l’impegno italiano in favore dell’Afghanistan: “il nostro Paese”, ha detto Sequi, “disporrà presto di un piano di azione nazionale a sostegno del popolo afghano, frutto di uno sforzo programmatico corale tra tutte le amministrazioni dello Stato, incluse quelle locali“. Si tratta, ha spiegato, di un “piano che coinvolgerà anche la società civile e si fonderà su cinque pilastri: assistenza umanitaria, messa a punto di una risposta strutturale al flusso di rifugiati dall'Afghanistan verso i Paesi vicini e potenzialmente verso l'Europa, iniziative di formazione per gli studenti afghani, iniziative per i diritti umani con particolare attenzione alle donne, iniziative politico-diplomatiche”, ha concluso Sequi, “per definire una strategia condivisa con i partner internazionali“. (aise)