CONTE: FORSE IL PEGGIO È PASSATO

CONTE: FORSE IL PEGGIO È PASSATO

ROMA\ aise\ - “Se oggi possiamo constatare che il peggio è alle nostre spalle, e ovviamente lo affermo con tutta la dovuta prudenza, lo dobbiamo ai nostri cittadini, ai sacrifici che hanno compiuto in queste settimane, durante le quali è stato loro chiesto di modificare profondamente le loro abitudini di vita”. Così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che oggi torna in Parlamento – questa mattina alla Camera per replicare da mezzogiorno in Senato – per gli aggiornamenti sulla “fase 2” avviata nel nostro Paese il 4 maggio ed estesa lunedì scorso, 18 maggio.
Un intervento in cui Conte ha parlato di “decisioni sofferte” e di responsabilità, ha citato i provvedimenti del Governo, soffermandosi poi sul “decreto rilancio”, confermato l’ormai prossimo avvio dell’indagine sierologica e lanciato due appelli: ai giovani - “non è ancora tempo di movida” – e a tutti gli italiani, a fare le vacanze in Italia.
“Forse non tutti allora avrebbero assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Tuttavia, dopo tre mesi esatti dal primo caso registrato all’ospedale di Codogno, possiamo affermare - in coscienza - di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare il diffondersi dell’epidemia sull’intero territorio nazionale”, ha detto il premier. “Con la stessa determinazione ritengo oggi possibile, anzi doveroso, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità”.
Secondo Conte, dunque, “siamo nella condizione di attraversare la “fase 2” con fiducia e responsabilità”. Tutti ormai conosciamo meglio il virus, sappiamo come proteggerci, quali sono le regole di distanziamento sociale e di igiene, la funzione utile, a volte necessaria, dei dispositivi di protezione individuale”.
Dopo aver invitato i giovani alla responsabilità e alla prudenza – “non è ancora questo il tempo dei party, delle movide e degli assembramenti vari” – Conte ha assicurato che il Governo ha “predisposto un accurato piano nazionale di monitoraggio, che ci consente - sulla base delle informazioni quotidiane che sono tenute a trasmetterci le Regioni - di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica, fondato sull’incrocio di una nutrita serie di parametri. È piano ci permetterà di intervenire, se necessario, con misure restrittive nel caso in cui, in luoghi specifici, dovessero generarsi nuovi focolai”.
“Siamo consapevoli che l’avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l’aumento della curva del contagio, un rischio che però abbiamo calcolato e che terremo sotto osservazione”, ha aggiunto. “Dobbiamo accettare questo rischio, non possiamo fermarci in attesa di un vaccino. Altrimenti non saremo mai nelle condizioni di ripartire e ci troveremo con un tessuto produttivo e sociale irrimediabilmente compromesso. Non ci possiamo permettere di protrarre l’efficacia delle misure così limitative per un tempo indefinito”.
La permanenza di misure “così severe e limitative oltre il tempo necessario a invertire la curva del contagio sarebbe dunque irragionevole e incompatibile con i principi della nostra Costituzione”, ha proseguito, prima di ricordare che con il decreto del 16 maggio si mantengono limitazioni agli spostamenti tra regioni fino al 2 giugno. “Restano evidentemente confermate le misure limitative per le persone positive al virus e per quelle che hanno avuto contatti stretti con positivi”.
Quindi, Conte ha illustrato il decreto rilancio varato dal Consiglio dei Ministri il 14 maggio, nato il 17 maggio e pubblicato in Gazzetta ieri.
“Esso contiene disposizioni specifiche per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e sociali, nonché dettagliati protocolli di settore definiti con il supporto del Comitato tecnico-scientifico e con il contributo determinante dell’Inail, di cui sottolineo in questa sede la professionalità e l’impegno”, ha ricordato Conte che, prima di citare le misure settore per settore, ha ricordato le prossime “aperture” e cioè: “dal 25 maggio riapriranno le palestre e le piscine, dal 3 giugno sarà possibile per i cittadini dell’Unione Europea fare ingresso in Italia senza obbligo di quarantena, dal 15 giugno riapriranno cinema, teatri e centri estivi per l’infanzia”.
Nell’avviare la “fase 2”, ha sottolineato il premier, “non confidiamo soltanto nell’autodisciplina dei singoli. Abbiamo definito, in queste settimane, un articolato sistema di controllo degli andamenti epidemiologici, affidato alla ormai ricorrente formula del “testare, tracciare e trattare”. Sul fronte dei test, stiamo potenziando i controlli tramite i tamponi e tramite i test sierologici (esami del sangue), utili anche al fine di mappare la diffusione del contagio all’interno del Paese. In Italia sono stati fatti, sin qui, 3.171.719 tamponi, collocano il nostro Paese al primo posto per numero di tamponi per abitante, agli amanti della statistica dico anche che si tratta di 5.134 tamponi per 100.000 abitanti”.
In questa fase “è importante incrementare l’utilizzo dei tamponi e, per questo, lo scorso 11 maggio la struttura del Commissario ha avviato una richiesta di offerta per kit e reagenti per permettere la somministrazione di ulteriori 5 milioni di test. 59 aziende nazionali e internazionali hanno presentato offerte per 95 tipologie di prodotti, che saranno verificati in tempi rapidissimi”.
Per quanto riguarda i test sierologici, lunedì prossimo 25 maggio – ha annunciato Conte – “partiranno test gratuiti su un campione di 150.000 cittadini, per esclusive finalità di ricerca scientifica”. Per farlo “sono stati mobilitati 550 tra volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento”.
Quanto a contact tracing e all’app “Immuni”, la sperimentazione partirà “nei prossimi giorni”: “ricordo che il codice sorgente, aperto, potrà essere conosciuto da chiunque nei prossimi giorni e i dati verranno impiegati solo per tracciare la diffusione del virus e cancellati non appena terminerà l’emergenza”, ha detto Conte.
Il premier ha poi citato i numeri delle accresciute terapie intensive e posti letto e le somme stanziate con il Dl Rilancio “ponendo le basi per una vera ripartenza economica del Paese”. Il provvedimento “stanzia 55 miliardi di euro misurati in termini di indebitamento netto, e che vale 155 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare, considerando anche il finanziamento delle politiche per la liquidità, lo offriamo alla valutazione del Parlamento e al contributo migliorativo che ne deriverà”.
Nel decreto “accanto alla necessaria prosecuzione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese, perciò, abbiamo voluto concentrare risorse significative nei settori di maggiore interesse strategico per la crescita futura. Fra i principali, vorrei ricordare la scuola, l’università, la ricerca, la sanità, il turismo, il settore edilizio”.
Parlando di turismo Conte ha “colto l’occasione per invitare tutti i cittadini a fare le vacanze in Italia: scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo e torniamo a visitare, a godere di quelle che già conosciamo, è questo il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase di emergenza”.
“Cruciale” il settore dell’istruzione: “guardando ancora più avanti, siamo convinti che non vi sia futuro per il nostro Paese senza un investimento ambizioso nella scuola, nell’università, nella ricerca, nella formazione. Sono ambiti cruciali hanno ricevuto ampia considerazione nel decreto. La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica”.
Sento la sofferenza che cresce, che si diffonde nel Paese. Avverto le paure, le ansie e le inquietudini di tutti i nostri concittadini: di quelli che, dopo aver investito anni ed energie nelle proprie attività commerciali, temono di vedere vanificati tutti i loro sacrifici; di chi non sa se nei prossimi mesi riuscirà a conservare il proprio posto di lavoro, e quindi teme di non poter assicurare il sostentamento dei propri cari”, ha detto il Premier. “Non mi sfuggono la gravità, la profondità di questa crisi, testimoniata anche da gesti forti, come la riconsegna delle chiavi da parte di tanti piccoli commercianti e imprenditori, dalle numerose lettere che ricevo ogni giorno dai cittadini. È una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ciascuno farà la propria parte, se riusciremo a coordinare gli sforzi e a creare la necessaria sinergia dell’intero “sistema Paese””.
La crisi del Covid-19 “è una crisi profonda, violenta, drammatica, ci restituisce il bisogno di una società che pone al centro del suo sistema di tutele la salute, la qualità della vita, i beni comuni. È una crisi che ci consegna una comunità nella quale la garanzia del benessere individuale e collettivo non può essere più pensata come un mero corollario dell’attività economica, ma deve essere programmata quale precondizione dello sviluppo, che può essere anche fonte di crescita sostenuta se sapremo affrontarla con soluzioni innovative e con la creatività che è nel nostro DNA, che è tipica del genio italico”.
“Abbiamo di fronte un’opportunità storica: possiamo sciogliere i nodi e rimuovere le incrostazioni che sin qui ci hanno impedito di produrre benessere diffuso a beneficio di tutti i cittadini, superando i punti di debolezza che hanno sin qui frenato lo sviluppo del Paese, in particolare a partire dalla metà degli anni Novanta. Spetta a noi tutti – ha sottolineato Conte – trasformare questa emergenza in opportunità”.
“Non ci illudiamo affatto che sia una sfida facile, ma il nostro impegno sarà massimo e ci conforta la consapevolezza che l’Italia è un grande Paese, lo sappiamo bene noi, e – ha concluso – lo sanno anche tanti, tantissimi cittadini del mondo”. (aise) 

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