CORONAVIRUS: 219 CONTAGIATI/ 5 MORTI

CORONAVIRUS: 219 CONTAGIATI/ 5 MORTI

ROMA\ aise\ - 219 contagiati 5 deceduti e un guarito. Questi i numeri forniti pochi minuti fa dal capo della protezione civile e commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Borrelli, con la riunione di coordinamento presieduta da Conte ancora in corso.
Tutti i casi sono ancora solo nel Nord Italia.
I dati relativi alla Regione Lombardia sono in totale 167, 163 sono i positivi al virus e quattro i deceduti. Il Veneto ha 27 casi in totale, 26 positivi al virus, 1 deceduto; la regione Emilia Romagna ha 18 contagiati; la Regione Piemonte attualmente ha 4 contagiati. Invariati i 3 del Lazio, cioè i due turisti cinesi e il connazionale rientrato da Wuhan a inizio mese.
Dunque in totale, ha chiarito Borrelli, “213 casi positivi al virus: 99 sono ricoverati con sintomi negli ospedali; 23 sono in terapia intensiva; 91 in isolamento domiciliare quindi senza particolari esigenze di cure tali da essere ricoverati”.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Borrelli ha confermato che, a quanto si sa ad ora, “i focolai sono ancora quelli” noti. “Anche io ho letto una notizia di stampa in cui sembrerebbe essere stato individuato un collegamento tra il focolaio del Lodigiano il focolaio del padovano, ma non ho conferma dalle strutture regionali competenti”.
Sulla sicurezza dei cittadini stranieri che devono venire in Italia o che avevano programmato un viaggio nel nostro paese, e su eventuali “consigli” da dare agli altri paesi, interpellato da una collega della stampa estera, Borrelli ha prima premesso che “non mi permetterei mai di dare consigli agli altri paesi” e poi ricordato che “in Italia si è cercato di arginare il virus con le misure maggiormente precauzionali. Abbiamo registrato due focolai nel nostro Paese e siamo intervenuti con misure impegnative, pesanti”. Quindi “riteniamo che nel nostro paese ci sia la sicurezza e si possa venire tranquillamente”.
I tempi di reazione “sono stati quelli tipici della Protezione Civile”, ha detto Borrelli. “Dal 20 gennaio giù di lì, il ministro della Salute avevo organizzato una task force alla quale partecipava la Protezione civile. Il 31 gennaio è stato dichiarato lo Stato d'emergenza. Abbiamo adottato i provvedimenti necessari: è stato nominato il commissario, siamo intervenuti con le misure di controllo di porti e aeroporti”.
Ad oggi, “abbiamo controllato più di due milioni e mezzo” di passeggeri. Numero che “oggi arriverà quasi a 3 milioni”.
“Sono numeri utili, importanti ma – ha ricordato Borrelli – sappiamo che c'è un periodo di incubazione col quale bisogna fare i conti”. Certo è che “nel momento in cui abbiamo registrato i primi casi ci siamo attivati”.
Il Governo “è prontamente intervenuto”, come dimostrato dalle riunioni giornaliere con il Premier e i ministri interessati: “c'è in atto un coordinamento del sistema di protezione civile” che “funziona” e in cui “tutti credono”. Un modello, ha rivendicato Borrelli, “che ancora risulta vincente nella nostra organizzazione di soccorso perché abbraccia tutto il nostro paese, mettendo insieme cittadini, comunità scientifica e amministrazioni” a tutti i livelli.
Tutte le risorse del paese sono mobilitate, anche secondo i vincoli di solidarietà tra i nostri territori, tra le Regioni”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza per le amministrazioni, così come per i cittadini e anche gli stati esteri, di vedere che l’Italia risponde in modo univoco al virus: “c'è da più parti l’esigenza di avere una indicazione unitaria”, ha detto Borrelli, anche perché “provvedimenti adottati da singole regioni, da singoli comuni, non coordinati con il livello centrale, provocano un po' di confusione e potrei dire anche un po' di disorientamento nella popolazione o in chi ci vede e ci giudica anche dall'estero”.
Ulteriori dati e provvedimenti, ha concluso, saranno eventualmente dati dal Premier Conte alla fine della riunione di coordinamento. (aise)

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