Cultura cruciale per la ripartenza del Paese

ROMA\ aise\ - “Un impegno globale per promuovere più cultura, più educazione, più sapere. L’Italia crede fortemente nella diplomazia culturale quale ponte tra popoli e nazioni”. Così il Ministro della cultura Dario Franceschini che ieri, insieme al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha aperto al Colosseo il primo G20 che sia mai stato dedicato alla Cultura, sul tema “La cultura unisce il mondo”.
Nella magnifica cornice dell’Anfiteatro Flavio, il premier si è detto “molto, molto orgoglioso che questo debutto avvenga in Italia”.
“Questo posto stasera con questa luce testimonia meglio di ogni parola come storia e bellezza siano parte inerenti dell’essere italiani”, ha aggiunto il Premier. “Quando il mondo ci guarda, vede prima di tutto arte, musica, letteratura, segni della storia antica. Voglio ringraziare chi lavora nei nostri teatri, nelle nostre biblioteche e nei nostri musei. Perché la riscoperta del passato è condizione necessaria per la creazione del futuro”.
Dopo aver ricordato che l’Italia “è il Paese con il maggior numero di siti che l’Unesco considera Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, luoghi “che l’Italia custodisce per se stessa ma anche per il mondo intero”, Draghi ha sottolineato che “il sostegno alla cultura è cruciale per la ripartenza del Paese. Il settore dei viaggi e del turismo vale il 13% del prodotto interno lordo e impiega in maniera diretta o indiretta tre milioni e mezzo di persone. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato dall’Unione europea, investiamo in queste attività quasi 7 miliardi di euro. Interveniamo sul patrimonio culturale di Roma, da Cinecittà all’Appia Antica. Il Giubileo del 2025 deve essere occasione di rilancio profondo e duraturo per questa città”.
Quanto alla tutela del patrimonio artistico, essa “richiede anche maggiore sostenibilità ambientale. In Italia, più di dieci siti Patrimonio dell’Umanità sono in pericolo per l’innalzamento del livello del mare. Il rischio di alluvioni minaccia tra il 15 e il 20% dei beni culturali del nostro Paese. Dobbiamo agire subito, perché le generazioni di domani possano godere dei tesori che ammiriamo e che hanno accompagnato tutta la nostra vita, certamente la mia”. Per questo, “come co-presidenza della COP26 insieme al Regno Unito, siamo impegnati a raggiungere un accordo ambizioso sulle emissioni globali”. Citati i risultati del G20 sull’Ambiente a Napoli, il presidente del consiglio ha ricordato “l’agenda domestica altrettanto coraggiosa” in tema ambientale sostenendo che “la transizione ambientale ha dei costi molto alti e lo Stato deve farsi carico di accompagnare cittadini e imprese in questo percorso”.
Conservazione non deve essere sinonimo di immobilismo”, ha ammonito il Premier. “È per questo che agli investimenti associamo un programma di riforme e di semplificazioni. Dobbiamo permettere ai nostri giovani di liberare le proprie energie, il proprio dinamismo. Promuovere l’uso della tecnologia, ad esempio nella digitalizzazione di archivi e opere d’arte. Perché l’Italia sia, allo stesso tempo, custode di tesori e laboratorio di idee”.
Il nostro patrimonio culturale è il frutto dell’immaginazione dei nostri antenati. Quello dei nostri nipoti dipende da cosa sapremo fare noi”, ha concluso, confidando “sulla nostra capacità di coniugare memoria e visione”.
Anche il Ministro Franceschini ha ribadito più volte nel suo intervento quanto sia “cruciale” investire nella cultura che, mai come nella pandemia, si è dimostrata “la linfa delle nostre vite”.
“La tutela del patrimonio culturale, la transizione tecnologica e digitale, le industrie culturali e creative sono tutte sfide che definiscono il nostro tempo. Sfide che possono essere affrontate solo attraverso una nuova stagione di multilateralismo e di cooperazione fra i popoli”, ha affermato il Ministro. “Un impegno globale per promuovere più cultura, più educazione, più sapere. L’Italia crede fortemente nella diplomazia culturale quale ponte tra popoli e nazioni. Non solo tra i Paesi più vicini ed allineati. Ma anche tra i Paesi più distanti che, anche nei momenti di difficoltà, devono sempre trovare e tenere aperto uno spazio di dialogo. È nostra convinzione che quello spazio lo possano trovare nella cultura. Perché – ha sottolineato – ben prima dell’azione di governo, la cultura parla ai popoli”.
Per il G20, ha proseguito, “riuscire a costruire assieme un’agenda comune fattiva e innovativa è una sfida ancora più grande e tutti noi l’abbiamo raccolta con entusiasmo. Perché sappiamo che la cultura ha il potere di unire il mondo. Lo voglio dire qui, nella millenaria cornice del Colosseo che proietta su di noi la forza eterna della storia e delle arti: proteggere il patrimonio dell’umanità significa proteggere l’umanità stessa: la sua identità, le storie, l’arte, la bellezza”.
Per questo “proteggere la cultura, come fa UNESCO, significa contribuire al dialogo internazionale, al riconoscimento e al rispetto della diversità”.
L’Italia, ha aggiunto, “è fiera di aver invocato la risposta delle organizzazioni internazionali alle minacce che colpiscono il patrimonio, dal terrorismo, alle calamità, al traffico illecito. I Caschi Blu della Cultura e i gruppi nazionali che tutti noi 20 potremmo costituire in coordinamento con UNESCO, per proteggere il patrimonio davanti alle crisi ed ai disastri naturali, possono essere una risposta formidabile. Questo era lo spirito in Italia già dopo la fine della seconda guerra mondiale quando, ancora in mezzo a macerie e sofferenze, i padri costituenti inserirono tra i principi fondamentali della Costituzione italiana, l’articolo 9 che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. In fondo anche oggi, dopo la pandemia, siamo tutti come dopo una grande guerra”.
“Viviamo un momento di grande preoccupazione ma anche di grande speranza. Ma sappiamo che le preoccupazioni non debbono mai prevalere sulla speranza. Sarà la cultura ad aiutarci. Sarà – ha rimarcato Franceschini – lo strumento decisivo per una crescita economica e uno sviluppo sostenibile delle nostre società. Sarà la frontiera su cui incrementare l’innovazione, la creatività, le opportunità dell’era digitale. Sarà la memoria del passato ma anche la bussola che ci indicherà la rotta per il futuro”.
Dopo l’inaugurazione al Colosseo, la delegazione si è recata al Quirinale per il concerto diretto dal Maestro Muti ospitato dal Presidente Mattarella.
I lavori del G20 proseguiranno oggi a Palazzo Barberini. (aise)