Export/Di Maio: guardare con fiducia al futuro

ROMA\ aise\ - Il rapporto “Evoluzione del Commercio italiano con l’Estero per Aree e Settori” dell’Agenzia ICE e Prometeia, che verrà reso pubblico a breve, è un documento che, secondo il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, che ha partecipato alla presentazione, “riflette l’eccezionalità dell’anno appena trascorso. Un’eccezionalità purtroppo di segno negativo. Un dato su tutti: -7,2% il volume degli scambi mondiali nel 2020 rispetto al 2019. Il secondo peggiore degli ultimi 20 anni (quello precedente nel 2009 durante la crisi finanziaria). Sono statistiche che preoccupano e possono scoraggiare, ma sfogliando il rapporto troviamo evidenze di un’imminente ripresa che ci induce a guardare con ottimismo al futuro”.
“Il progressivo superamento dell’emergenza sanitaria - ha spiegato ancora Di Maio sulla pagina Facebook della Farnesina - porta con sé un graduale ripristino della normalità sui mercati nazionali. Già si osservano i primi segnali di recupero nella domanda mondiale attesa nel 2021 e 2022, possiamo anche aspettarci picchi di ripresa in Asia, Nord America e in alcune economie europee”. Secondo il Ministro, infatti, “dobbiamo essere fiduciosi, perché le imprese italiane, dopo un periodo di difficoltà e di coraggiosa resistenza, possono vedere aprirsi nei prossimi mesi una fase di nuova possibilità”.
“Il mercato globale è sempre più competitivo - ha proseguito Di Maio - ma ci sono ancora margini per riposizionarsi, sia in mercati maturi già ben presidiati, sia nei mercati emergenti più dinamici. La nostra base di partenza è forte grazie alla posizione che abbiamo acquisito negli ultimi anni, in cui abbiamo puntato sull’esclusività dei prodotti made in Italy. Sono queste le caratteristiche che ci hanno permesso e continueranno a permetterci di prevalere sulla concorrenza internazionale. La sfida è ora di associare a tutto questo una crescente attenzione per la sostenibilità ambientale e l’innovazione. Per entrambe, la pandemia rappresenta un punto di non ritorno, ma sono convinto che l’Italia abbia tutte le potenzialità per farsi trovare pronta e colmare in breve tempo le sue lacune. E molte imprese italiane sono già all’avanguardia sul piano ecologico. Il terzo rapporto sull’economia circolare, infatti, attribuisce la medaglia d’oro al nostro paese. Quanto all’innovazione, scontiamo i ritardi accumulati nel passato. Nell’indice di digitalizzazione dell’economia della società della commissione europea, l’Italia risulta quart’ultima. È quindi fondamentale riallineare le competenze, a cominciare a quelle digitali. Dobbiamo dare ai nostri giovani tutti gli strumenti per gareggiare ad armi pari coi loro coetanei stranieri. Perché sui mercati internazionali, c’è una crescente domanda di made in Italy che va intercettata prima che si affievolisca per le mancanze di efficienza della nostra offerta”.
Questa, per il Ministro “è la direzione che vogliamo prendere grazie al patto per l’export e ai fondi stanziati per la sua attuazione”. Infine, Di Maio ha voluto anche soffermarsi “sul rafforzamento delle competenze digitali e gestionali delle imprese italiane, con le nuove iniziative varate dalla Farnesina, come Smart Export, l’accademia digitale per l’internazionalizzazione”. Il quale è “un progetto innovativo di alta formazione, rivolta a un target di 20 mila tra piccole e medie imprese e realizzata in collaborazione con l’Agenzia ICE e con la Conferenza dei rettori delle università italiane”. Per inaugurarla, il numero 1 della Farnesina ha spiegato di aver destinato “un primo stanziamento di 50 milioni di euro per lo strumento del Digital Tempory Export Manager, per contribuire attraverso voucher agli sforzi di quelle aziende che vogliono assumere giovani manager esperti nel campo digitale per internazionalizzare il loro business”.
E poi la “Finanza agevolata per l’export”, che già nel recente passato “si è rivelata di grande utilità per far crescere le imprese esportatrici. Per questo abbiamo deciso di rafforzare operatività e dotazione finanziaria del fondo 394.81 che Simest gestisce su mandato del MAECI, e in un anno abbiamo aumentato le risorse di 2,5 miliardi di euro a credito e di 1 miliardo e 300 milioni di euro a fondo perduto”.
In conclusione, il Ministro ha voluto anche accennare al PNRR, che “in molte sue sezioni è stato concepito con l’obiettivo di stimolare l’internazionalizzazione delle imprese italiane”. (aise)