Gli italiani tornano in vacanza in cerca di normalità

MILANO\ aise\ - Come sono andate le vacanze degli italiani nella seconda estate di pandemia? L’indagine che il Centro Studi del Touring Club Italiano ha condotto in partnership con Hertz Italia sulla community TCI, composta da oltre 300mila persone, fa emergere le tendenze del turismo in questa estate alla ricerca di una nuova normalità nei comportamenti e nell’esperienza di viaggio. La quasi totalità dei rispondenti – circa il 94% (era il 90% nel 2020) – ha fatto almeno una vacanza tra giugno e oggi.
Dalle risposte si rileva un sostanziale accordo sul fatto che il coronavirus ha modificato il modo di fare le vacanze (62%) anche se il dato è in calo rispetto all’estate 2020 (69%). Come lo scorso anno si sono scelte mete più vicine al luogo di residenza (68%), il cosiddetto “turismo di prossimità”, e si sono adottati comportamenti più accorti per ridurre il rischio di contagio: meno eventi e musei rispetto al periodo pre-pandemia (55%), preferenza per destinazioni poco note e presumibilmente meno affollate (55%), frequenza meno assidua di bar e ristoranti (50%).
L’Italia è da sempre la metà preferita delle vacanze estive dei nostri connazionali e negli ultimi due anni si è rafforzato questo trend: il 91% ha scelto una destinazione domestica rispetto a una quota residuale (9%) che è andata in Europa. Le regioni più frequentate sono state Trentino-Alto Adige (14%), Toscana (11%) e Puglia (10%) che quest’anno distanzia la Sardegna (8%), forse anche a causa di quanto successo lo scorso anno quando diventò il primo e più esteso focolaio estivo. A conferma che anche l’estate 2021 è stata caratterizzata da un turismo di prossimità – benché in lieve diminuzione sul 2020 – ci sono le scelte attuate dai residenti nel Nord Italia, tradizionalmente i “motori” dei flussi domestici: le preferenze per i viaggi in Lombardia, Piemonte e Veneto sono ancora più elevate rispetto al 2019. All’estero, pur con numeri contenuti, c’è stata una forte polarizzazione su Francia (23%), che supera quest’anno la Grecia (22%), seguite da Spagna (10%) e Croazia (8%).
Il mare è la meta preferita (47%) anche nell’estate 2021, in crescita sia sul 2020 sia sul periodo pre-pandemia. Al secondo posto c’è la montagna (23%) che continua la sua fortunata stagione, anche se in lieve calo sul 2020, seguita dai viaggi itineranti in auto, moto e camper (14%), in calo sul 2019 perché restano oggi perlopiù appannaggio dei camperisti. Si conferma, almeno rispetto ai dati pre-Covid, una certa rilevanza dei borghi e dall’entroterra (5%) e la difficoltà delle città d’arte nel recuperare terreno (5%).
Nonostante le incertezze per le vacanze estive derivanti dalla pandemia, quella 2021 torna ad avere una stagionalità simile ai periodi pre-Covid: massima concentrazione ad agosto (53%), media a luglio (35%) e più bassa a giugno (12%).
Che le vacanze ai tempi del coronavirus siano differenti emerge chiaramente anche dalla scelta dei mezzi di trasporto per raggiungere la destinazione: l’auto, complici i molti spostamenti di breve-medio raggio, è stata la protagonista assoluta (68%) dell’estate 2021, mentre l’aereo (10%) ha recuperato sullo scorso anno ma è ancora molto lontano dai valori pre-Covid (33%). Nonostante la predilezione del mezzo proprio, i vacanzieri hanno sostanzialmente riconfermato l’interesse verso il servizio di autonoleggio, perlopiù per garantirsi libertà e flessibilità negli spostamenti (68%; possibili più risposte) e per andare in destinazioni non raggiungibili comodamente con il trasporto collettivo (55%). Si conferma, anche per l’estate 2021, la preferenza dei siti web delle compagnie di noleggio (51%) per acquistare il servizio rispetto a quelli dei comparatori (32%); meno rilevante il ricorso diretto alle agenzie fisiche sul territorio (16%). Per quanto riguarda la tipologia di auto noleggiata, la quasi totalità (89%) sceglie veicoli con dotazione standard senza particolari optional. Tra i servizi più richiesti, invece, il 66% è interessato al chilometraggio illimitato e secondariamente (59%) alla possibilità di stipulare assicurazioni addizionali. Minor interesse, invece, per il wifi (4%).
Per quanto riguarda le strutture ricettive, hotel e villaggi restano la tipologia preferita per l’estate (41%), in crescita rispetto al 2020, ma non ancora tornati ai livelli pre-pandemia. Tengono complessivamente gli appartamenti in affitto, per i quali non si segnalano scostamenti rispetto ai due anni precedenti, mentre calano – ma non scendono ai dati del 2019 – le seconde case (15%) e quelle di parenti e amici (5%).
Il ricorso a seconde case o a quelle di familiari e conoscenti è una tendenza ricorrente in periodi di crisi in quanto rappresenta una soluzione “rifugio” che consente agli italiani di continuare a viaggiare in situazioni di difficoltà economica (come già successo) oppure, più recentemente, a fronte dell’emergenza sanitaria.
Dalle valutazioni espresse dalla community Touring, gli aspetti che hanno soddisfatto di più nell’estate 2021 sono stati la bellezza dei luoghi (9,4 su una scala da 1 a 10) e l’accoglienza riservata dai residenti (8,6). Giudicate comunque positive la raggiungibilità (8,4) e l’organizzazione turistica locale (8,2). Valutazione più bassa, per quanto oltre la sufficienza, è riservata ai prezzi di beni e servizi e alle misure anti Covid (7,6). Complessivamente, comunque, la valutazione media della vacanza è buona e si attesta su un punteggio di 8,2, in linea con il 2020 ma in lieve diminuzione rispetto al 2019 (8,5).
L’introduzione del green pass il 6 agosto scorso e la progressiva estensione del suo utilizzo costituiscono per la stragrande maggioranza della community Touring (89%) uno strumento utile per il ritorno alla normalità anche nel settore turistico che, più di altri, ha sofferto per il blocco, prima, e per le limitazioni, poi, della mobilità delle persone.
Complessivamente l’estate 2021 è trascorsa più serenamente di quella 2020 come è emerso dai comportamenti prudenti ma senza psicosi mostrati dalla community Touring. I mesi autunnali, però, sembrano destare qualche preoccupazione in più nelle persone. Alla domanda, infatti, se si ritenga probabile partire per un weekend o per una breve vacanza in Italia nelle prossime settimane, in una scala da 1 a 5, il dato medio è 3,3, in linea con il 3,2 dello scorso anno. La stessa domanda posta su una possibile vacanza all’estero mette in evidenza un atteggiamento ancora più prudente: 1,5, ovvero una probabilità molto bassa di viaggiare oltre confine dopo l’estate. (aise)