Mattarella: il 2 giugno è la festa di tutti gli italiani

ROMA\ aise\ - “Celebriamo una ricorrenza particolarmente importante: 75 anni orsono il popolo italiano, lasciandosi alle spalle le tragedie della dittatura e della guerra, scelse la Repubblica”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi pomeriggio, nei giardini del Quirinale, ha ospitato il concerto in onore del Corpo diplomatico accreditato in Italia, eseguito dall’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta dal Maestro Jakub Hrůša, che ha aperto le celebrazioni per la Festa della Repubblica.
“Sono particolarmente lieto di condividere la festa di tutti gli italiani con gli ambasciatori accreditati, rappresentanti dell'amicizia che lega i loro paesi all'Italia”, ha aggiunto il Presidente. “Il progresso realizzato dalla Repubblica italiana in questi 75 anni è stato straordinario”, ha osservato il Capo dello Stato. esso, ha aggiunto, “è stato accompagnato da una condivisione di valori e di prospettive con le numerose Nazioni con le quali abbiamo cooperato”.
Una dimensione, quella del “multilateralismo”, che, ha rimarcato Mattarella, “è radicata nella nostra Costituzione” e rappresenta una “autentica vocazione del nostro Paese a contribuire a realizzare un mondo in pace e in cui i diritti della persona e dei popoli trovino piena attuazione, secondo regole assunte dalla comunità internazionale”.
“Si tratta di diritti inalienabili e indivisibili”, ha aggiunto, contro cui “ogni atto di forza danneggia la causa della pacifica coesistenza e del sereno sviluppo di relazioni basate sul diritto internazionale”.
“La concezione di un bene comune più importante di ogni particolarismo – ha sottolineato il Presidente – ci ha portato ad essere convintamente parte della Unione Europea, elemento imprescindibile della nostra stessa identità nazionale”.
“La terribile esperienza della pandemia e dei suoi effetti hanno reso evidente la profonda interdipendenza dei destini dei nostri popoli”, ha detto ancora il Capo dello Stato; “soltanto efficaci forme di coordinamento si sono dimostrate utili per contrastarla e sconfiggerla”. Ora “questa cooperazione è chiamata a sostenere le opportunità offerte da una nuova stagione di ripresa, di rinascita civile ed economica”, insomma “un nuovo inizio per una comunità internazionale che voglia affrontare con successo le sfide della sostenibilità dei modelli di vita e della lotta alle diseguaglianze”.
“Mi permetto di invitare a questo fine a trovare le tante ragioni di un impegno condiviso che – ha precisato il Capo dello Stato – non attenua le differenze, ma unisce gli sforzi di tutti contro i nemici dell'umanità”.
La nascita della Repubblica Italiana dal 1946 “segnava anch'essa un nuovo inizio, l’edificazione di una casa comune”; essa “è stata la libera sottoscrizione di un patto di cittadinanza da parte dei cittadini e, per la prima volta, delle cittadine”.
“Sulle macerie il popolo italiano, i popoli d'Europa e i popoli del mondo – ha ricordato Mattarella – si proposero di non ripetere gli errori del passato: non sempre ci siamo riusciti, ma la spinta alla rinuncia della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali è stata allora e rimane robusta e forte. È un disegno incompiuto per cui moltiplicare gli impegni comuni. Con questa convinzione e in questa prospettiva – ha concluso - auguro a tutti una buona Festa della Repubblica Italiana”. (aise)