Mattarella: la cultura non si ferma, neppure di fronte alla guerra

ROMA\ aise\ - “Il cinema ha contribuito a far conoscere l’Italia nel mondo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che questa mattina ha ospitato al Quirinale la presentazione dei candidati ai “David di Donatello” per l'anno 2022.
“La consegna dei David di Donatello è un grande evento della cultura italiana. La sua storia è così lunga e intensa, ed è così radicata – grazie all’intraprendenza e alla determinazione del fondatore Gian Luigi Rondi - da costituire quasi un’enciclopedia del nostro cinema”, ha osservato il Presidente prima di omaggiare i candidati e le due attrici romane, Giovanna Ralli e Sabrina Ferilli, che quest’anno riceveranno l’una il David alla carriera, l’altra il David speciale 2022.
La storia del cinema, ha sottolineato Mattarella, “fa parte pienamente della storia del nostro Paese, che il cinema è stato capace di vivere, di raccontare, esprimendone sentimenti e valori. È stato capace di rafforzare il senso civico, di sollevare grandi questioni sociali. È stato capace di dare emozioni. Parole e immagini che sono oggi parte di noi, e senza le quali saremmo meno consapevoli come Paese. Il cinema ha contribuito a far conoscere l’Italia nel mondo. A farla apprezzare per i suoi talenti. A destare curiosità e interesse per quel che eravamo e per quel che siamo diventati”.
“Tanti sono gli artefici di questa straordinaria impresa collettiva. Citarne solo alcuni potrebbe apparire arbitrario”, ha proseguito il Capo dello Stato, citando “qualche pietra miliare”, cioè Vittorio De Sica, Sofia Loren e Carlo Rambaldi.
Il mondo, ha aggiunto, “è radicalmente cambiato. La velocità dei mutamenti si manifesta sempre più accelerata. Il cinema e l’audiovisivo si trovano nel vortice di trasformazioni che riguardano tecniche, strumenti, linguaggi. Le sfide, produttive e culturali, impongono nuovi saperi, nuove modalità di espressione e nuove idee di comunicazione” ma “le radici non mutano. Sono preziose anche se tutto sta cambiando. Anzi, per questo divengono ancor più preziose”.
Tra i settori più colpiti dal covid, il cinema “oggi sta vivendo una stagione di crescita. Non è la prima volta, del resto, nella storia – in quella italiana particolarmente – che si può parlare di crescita attraverso una crisi”.
Riprendendo l’appello a sostegno dei lavoratori dello spettacolo dal vivo - musica, danza, teatro – Mattarella ha auspicato che “per tutti si apra una stagione di vera ripresa. Ne hanno bisogno i professionisti che vi lavorano, con le loro famiglie. Ne abbiamo bisogno noi, gli spettatori. L’arte, lo spettacolo, la musica non sono il superfluo, ma una componente essenziale della vita della società”.
Ci sono momenti – ha evidenziato il Presidente – in cui si è chiamati ad affrontare sfide difficili. Questo è uno di quei momenti. Il cinema di oggi e di domani avrà caratteristiche diverse, che voi dovrete ideare, progettare, costruire”, anche tenendo conto della “interrelazione crescente del cinema con la televisione e con le altre piattaforme”, ma sempre “conservando” il proprio “tratto originale, la cultura del messaggio, la poesia”.
Mattarella ha quindi citato le risorse che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha destinato al settore e l’attenzione da indirizzare anche alle sale cinematografiche e ai teatri.
Nella festa del David, ha detto ancora il Presidente, “il pensiero si rivolge doverosamente ai protagonisti del cinema che ci hanno lasciato di recente. Per tutti ricordo alcune donne che hanno dato un contributo straordinario e che ricordiamo con ammirazione: Monica Vitti, Lina Wertmuller, Piera Degli Esposti, Catherine Spaak. Il cinema è un’arte che trasmette, preservandole, storia e memoria. Il cinema, come tutte le arti, mantiene perennemente presente il ricordo”.
Naturalmente “il cinema non dimentica di essere immerso nella società del suo tempo, nei drammi e negli affanni del suo tempo. La guerra scatenata nel cuore d’Europa da un’aggressione inaccettabile scuote le nostre coscienze. Il cinema italiano oggi è protagonista nella solidarietà con artisti ucraini, da noi ospitati”.
La cultura non si ferma, neppure di fronte alla guerra. La cultura unisce. Supera i confini – limiti che essa non contempla - ed è fondamentale per ricreare condizioni di pace”, ha sottolineato Mattarella. “Una guerra insensata non può mettere in discussione i legami spirituali e culturali che, nei secoli, si sono fortemente intrecciati nel mondo della cultura d’Europa. La scelta sciagurata della Federazione Russa di fare ricorso alla brutalità della violenza e della guerra non può e non deve lacerare quei legami preziosi tra i popoli europei che la cultura ha contribuito a costruire e a consolidare”.
“La doverosa indignazione e la condanna – ha ammonito il Presidente – non possono certo riguardare la cultura, grandi spiriti del passato e le loro opere, che tanto hanno dato alla civiltà del mondo intero. Sarebbe grave e controproducente per la nostra Italia e la nostra Europa. Lacerare la cultura europea, significherebbe assecondare quella logica di aggressione”.
“Rispettando pratiche scaramantiche della gente dello spettacolo, sia per la premiazione di domani che per il vostro lavoro futuro, mi limito a esprimere auguri in generale. Auguri estesi a tutto il nostro Paese. L’Italia e il suo cinema sono inscindibili. L’Italia – ha concluso – ha bisogno del suo cinema e il cinema ha bisogno dell’Italia”. (aise)