È italiano il miglior professore d’Irlanda – di Caterina Belloni

LONDRA\ aise\ - “Il professore universitario più amato dagli studenti irlandesi è un italiano. Si chiama Luca Longo, ha 39 anni, si occupa di informatica e intelligenza artificiale e lavora come lecturer alla Technological university di Dublino. Originario di Varese, Longo è arrivato in Irlanda dopo la laurea per coprire una posizione temporanea da lecturer e non se n’è più andato. Adesso l’incarico è fisso, ma la sua passione per la ricerca e la docenza non accenna a diminuire. Prova ne sia il fatto che pochi giorni fa l’università gli ha comunicato che è stato segnalato dagli allievi come “National Teaching Hero””. A scriverne è Caterina Belloni su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“Un riconoscimento che premia i professori migliori e che per Longo vale moltissimo, anche perché si tratta della seconda volta che lo riceve. Nelle due ultime edizioni di questo concorso, tenutesi a quattro anni di distanza (nel 2016 e nel 2020), il verdetto degli allievi è stato unanime: il professo Longo è in cima alla classifica dei prof, perché li affascina e li fa appassionare alla materia.
Dipenderà forse dal suo stile diretto, dall’affabilità italiana, ma anche della dedizione che dimostra per il suo lavoro. A chi gli chiede come spiega questo successo Luca Longo risponde con un accenno di timidezza. “Aggiungo anche il fatto di essere puntuale e preciso – dice – . Ho un motto quando inizio a insegnare: precision, focus, rigor. Si tratta di tre parole chiave che analizziamo, dizionario alla mano, e facciamo nostre senza ambiguità, con una chiarezza che aiuta l’insegnante ma anche gli allievi. Sono anche le tre abilità fondamentali per il corso di metodi di ricerca, in cui insegno appunto come sviluppare le indagini a livello accademico”.
Quando parla di precisione, Longo si riferisce alla precisione nei dettagli, fondamentale quando si deve pianificare una proposta di ricerca, che poi per gli allievi diventa la tesi di master o di dottorato. Per focalizzazione intende invece la concentrazione su un obiettivo preciso e univoco. Il rigore accademico, infine, consiste nel citare in maniera corretta la letteratura, prestare attenzione alle virgole e alle parole che si scelgono.
Abilità fondamentali, che però non rendono il professor Longo noioso o pedante. “Nelle mie lezioni cerco sempre di sdrammatizzare, tendo ad usare gli stessi termini dei giovani e ad immedesimarmi con loro – aggiunge – . Certo quest’anno con le lezioni via video non è stato semplice, anche perché non si riescono a guardare bene in viso cinquanta o sessanta persone. Insegnare dal vivo è più stimolante per noi ma anche per gli studenti, mentre on line si perdono molti elementi”. E poi ci sono difficoltà pratiche.
Il superprof teneva lezione dal tavolo della cucina di casa, dove aveva sistemato uno schermo da 49 pollici per cercare di avere almeno un’idea del volto degli studenti, ma molti dei suoi allievi si collegavano da paesi lontani, quindi magari in quello che per loro era il cuore della notte. “Questo premio in effetti dovrebbe andare più a loro, che hanno seguito il corso in queste condizioni, che non a me – dice – : non è certo stato facile!”.
Per fortuna le lezioni del professor Longo sono organizzate nel minimo dettaglio e molto varie. “Definisco tutti i miei contenuti didattici, non lascio spazio all’improvvisazione, mi pianifico minuto per minuto le due ore di lezione con varie attività – conclude – . Parlo, presento delle slide, poi ripropongo le stesse immagini chiedendo agli allievi di ragionarci, in modo che possano afferrare i concetti principali”.
Un metodo che funziona, a giudicare dal fatto che gli allievi hanno voluto definire Luca Longo un eroe in cattedra e gli hanno fatto vincere il premio organizzato dal National forum for teaching and learning. Per la seconda volta di seguito: quasi un record”. (aise)