2 GIUGNO: CON AMORE LA NOSTRA FESTA – DI NELLO GARGIULO

2 GIUGNO: CON AMORE LA NOSTRA FESTA – di Nello Gargiulo

SANTIAGO\ aise\ - “La Festa della Repubblica italiana in Cile di questo 2020 va oltre lo stile tradizionale delle celebrazioni con incontri, brindisi e momenti conviviali. Questa volta sono soprattutto il dolore e le incertezze ad accomunare noi tutti, che stiamo imparando a rimanere in contatto attraverso i media. Qui in Cile, come è emerso dalla riunione in video-conferenza indetta dall’Ambasciatore Battocchi con i Consoli e vice-Consoli Onorari italiani del paese, i dirigenti delle Istituzioni italiane, Comites e CGIE, è il momento di rafforzare vincoli di amicizia e collaborazione”. Così scrive Nello Gargiulo, consigliere del Cgie per il Cile, nell’editoriale che apre il nuovo numero del quindicinale “Presenza”.
“Nel Paese cresce la curva dei contagi, insieme alle difficoltà dei nostri connazionali, non solo della terza età e alla contrazione delle attività economiche. L’incertezza preme ancor più su un paese che ancora non riesce ad uscire dalla crisi aperta con le manifestazioni del 18 ottobre scorso.
Nonostante tutto, però, ritrovandoci insieme nelle case abbiamo l’occasione per ricostruire tante storie famigliari, a cominciare da coloro che arrivarono per primi in questo Pese pieni di speranze e di energie per la nuova avventura. Una memoria che va onorata, riscritta e ripensata perché nel presente e nel futuro vengano identificate nuove idee e forze per una Nuova Rinascita che non deve lasciare nessuno ai margini.
La sfida per le nostre comunità all´estero è di non lasciarsi vincere dalla paura di retrocedere, ma di sperimentare nuovi modi per continuare a rapportarsi con l’Italia nel segno della bi-direzionalità. Questo richiede comunicazione e un maggior grado di stima e fiducia reciproca.
La crisi attuale è diversa dalle altre del passato. Ci accomuna un problema sanitario a livello mondiale che, unito al deterioramento del cambio climatico e all’aumento della povertà estrema nel mondo, richiede cambi di paradigmi per la politica e l’economia.
I ritmi imposti dalla circolazione del virus per ora condizionano ogni decisone. Ma dobbiamo anche saper “leggere” i buoni esempi su cui misurare i nostri passi: da una parte la capacità del Cile di affrontare le emergenze ed uscirne fuori; dall’altra la ricchezza della storia economica e civile italiana con quella capacità di lavorare, intraprendere e innovare, sempre nel segno della solidarietà nei momenti di prova. La fase che viene richiederà di puntare su una educazione piú umanistica e non solo per competenze.
Il presente e il futuro richiedono soprattutto ai giovani di maturare più rapidamente, forgiando le loro capacità come un “atto di servizio” e di realizzazione personale che deve trovare la sua fonte negli stessi valori validi sia nel privato che nel pubblico; nel sociale come nel culturale. Ritrovare questi equilibri vuol dire modellare una solida coesione sociale che è il maggiore antidoto dopo le grandi crisi per evitare avventure inedite e pericolose. La storia è sempre maestra: facciamone anche questa volta una “lettura” per ritrovare in essa segni di forza e di speranza. Gli inizi della nostra Repubblica sono l’esempio piú bello in cui riflettersi”. (aise) 

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