63 PRIMAVERE: BUON COMPLEANNO, VOCE D'ITALIA - DI SANTE CERVELLIN

63 PRIMAVERE: BUON COMPLEANNO, VOCE D

BUENOS AIRES\ aise\ - “Anche se nell'ottobre del 1957 in Italia eravamo in pieno autunno, qui in Argentina invece iniziava la primavera e, da poco giunto dall'Italia e inserito nella comunitá scalabriniana di Saenz Peña, a pochi Km dalla Capitale Federale, Padre Fabio Baú pensó di raggiungere un numero maggiore di famiglie attraverso un bollettino parrocchiale che denominó “Campane Nostre” a imitazione di quanto aveva osservato in una missione della Francia, a Chambery, dove aveva trascorso alcuni mesi prima di raggiungere l'Argentina; cosí, alla metá di ottobre del 1957, nella calle Santamarina, 177 di Ciudadela (Provincia di Buenos Aires), nacque il predecessore di Voce d'Italia”. A scrivere a 63 anni dalla fondazione della rivista italiana in Argentina è Sante Cervellin, attuale direttore del giornale, che ricorda: “A tenerlo a battesimo fu Padre Luciano Baggio, da qualche mese arrivato dall'Italia; mentre imparava il castellano, poteva dare sfoggio del suo brillante italiano.
Il bollettino parrocchiale veniva distribuito a mano nelle famiglie che i padri scalabriniani visitavano di giorno in giorno e cosí la edizione di Campane Nostre andó diffondendosi tra le famiglie italiane, che ancora continuavano ad arrivare dall'Italia.
Questo biglietto di presentazione continuó sino all'anno 1960 quando i missionari scalabriniani decisero di inserirsi nel mondo dei media per rispondere alle esigenze di una collettivitá bramosa di mantenere vincoli e relazioni con la patria di origine.
In tutto questo diede una mano forte il Padre Luciano Baggio, protetto, per anzianitá e per vincoli legali dai Padri Vittorio Dal Bello e da Antonio Mascarello che risiedevano in Argentina da un maggior numero di anni; quando poi nel 1963/64 arrivarono anche Padre Edoardo De Gaudezi, Costanzo Tessari e Guido Bergonzi, Voce d'Italia assunse un nuovo sprint, con lo stimolo di questi giovanotti che avevano attinto dal Concilio Ecumenico una motivazione maggiore per rispondere alle istanze di un mondo in continua evoluzione. Nel frattempo era sorta anche FACIA (Federazione delle Associazioni Cattoliche Italiane in Argentina) che per molti anni si serví di Voce d'Italia come veicolo per mantenere i contatti con le famiglie italiane.
Toccó poi ai Padri Giuseppe Tomasi e Italo Serena mantenere la barca nella rotta giá tracciata dai loro predecessori e arricchirla con nuove rubriche che includevano anche lo sport e una pagina esclusiva sulla religione.
É seguito poi un periodo di alternanza tra l'attuale direttore e Fabrizio Pesce agli inizi di questo secolo, tra gli anni 2005 -2012.
Per la terza volta toccó al Padre Italo Serena ricondurre la marcia di Voce d'Italia dentro i binari della periodicitá e della italianitá; dal settembre 2018 la direzione passó al padre Sante Cervellin che ha alle sue spalle anni di esperienza con la rivista Incontri del Venezuela che col mese di settembre di quest'anno é entrata nel 50º anno.
Il nostro giornale dal 2018 ha assunto una periodicitá mensile, con 24 pagine a colori. Nel frattempo sono anche aumentati i prezzi sia di stampa come di spedizione. Il tempo dirá. Ogni giorno di piú si vede la necessitá di abbinare alla stampa anche una edizione on line, date le spese di posta che superano per tre volte le quote di impressione.
Le linee focali restano sempre le stesse: "Portare ovunque sia un italiano emigrato il conforto dela fede e il sorriso della Patria".
Con queste motivazioni Voce d'Italia entra nel 64º anno, con la responsabilitá di corrispondere al titolo, che ci é caduto addosso, di essere il "Decano della Stampa Italiana in Argentina", responsabilitá non indifferente se pensiamo alle decine e decine di giornali che si sono succeduti tra il 1900 e la data attuale, però la buona volontá non manca”. (aise)


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