A Montreal il 4° “Canada-Italy Business Forum on AI” organizzato dalla CCIC – di Vittorio Giordano

MONTRÉAL\ aise\ – “Minacce alla cybersicurezza: è tempo di collaborare”. Sotto questo tema, il 22 e 23 novembre scorsi, presso il “Centre Mont-Royal” di Montréal, si è tenuta la quarta edizione del “Business Forum sull’Intelligenza Artificiale (IA) Italia – Canada”, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Canada (CCIC), in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Canada, il Consolato Generale d’Italia a Montreal, ICE Agenzia e la Regione Emilia-Romagna”. Ne scrive Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale che dirige a Montreal.
“Numerosi gli esperti del settore che sono intervenuti, in presenza o da remoto, sui rapporti tra intelligenza artificiale e cybersecurity, con particolare riferimento alle applicazioni in tema di infrastrutture critiche, aerospazio e difesa, trasformazione digitale delle imprese. Senza trascurare la questione dello ‘skills gap’, ‘shortage & upgrade’, cioè del profondo divario che permane tra la domanda e l’offerta sulle figure professionali competenti.
Dalla prima edizione, l’Emilia Romagna rappresenta il partner di riferimento dell’iniziativa in quanto “Big Data Valley” italiano. Proprio il 24 novembre scorso è stato inaugurato, presso il Tecnopolo di Bologna, il supercomputer ‘Leonardo’, il quarto più potente del mondo. Nei prossimi mesi, inoltre, Emilia-Romagna e Québec firmeranno un Protocollo d’intesa per rafforzare ancora di più la cooperazione in tema di innovazione tecnologica, con il Primo Ministro François Legault invitato a siglare l’intesa.
Il Forum, presieduto da Carmine D’Argenio e Danielle Virone, rispettivamente presidente e direttrice generale della CCIC, ha riunito enti governativi canadesi e italiani, cluster tecnologici, docenti universitari, grandi aziende, PMI e start-up tecnologiche, oltre a relatori esperti di entrambe le sponde dell’Atlantico. Tra gli ospiti intervenuti, con Enrico Cremonese di Ivado Labs nei panni di ‘maître de cérémonie’, ricordiamo: l’Ambasciatore d’Italia in Canada, Andrea Ferrari; il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini (in remoto da Bologna); la Delegata del Québec a Roma, Marianna Simeone; il Ministro quebecchese della Cybersicurezza e del Digitale, Éric Caire, ‘key-note speaker’ del luncheon conference del Forum; l’Ambasciatrice del Canada in Italia, Elissa Golberg; il direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana, Roberto Baldoni; il responsabile del Centro canadese per la Cybersicurezza, Sami Khoury; il Direttore del Dipartimento per l’internazionalizzazione delle imprese dell’Emilia Romagna, Ruben Sacerdoti; il vicedirettore di ICE Agenzia Toronto, Pietro Goglia; il professore di Cybersecurity all’Università di Bologna, Michele Colajanni; il professore di Economia e Gestione dell’Innovazione presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, Maurizio Sobrero; ed il consulente della regione Emilia-Romagna in Space Economy ed Open Innovation, Anilkumar D. Dave (che, in particolare, ha anticipato il tema del Forum per il 2023: l’Intelligenza Artificiale applicata allo Spazio: “La mole di dati che usiamo dai satelliti, che derivano dallo spazio, hanno sempre più bisogno di essere gestiti ed elaborati grazie proprio all’intelligenza artificiale”).
“La cybersecurity è un problema drammatico che riguarda tutti, dal singolo cittadino al dirigente e all’esperto – ci ha detto Colajanni – e l’intelligenza artificiale deve aiutarci anche se, come tutte le tecnologie, è dual-use: può essere usata per attaccare o difendere la nostra società. Manca ancora una consapevolezza generale: c’è da lavorare a tutti i livelli, a partire dalle scuole e dalle famiglie”.
“Ci sono alcune parti del mondo, come il Québec e l’Emilia Romagna – ha aggiunto Sobrero – dove ci sono competenza, consapevolezza e robustezza di investimenti. Però non basta: i numeri di posti di lavoro da riempire nel mondo sono circa 2 milioni e mezzo, solo in Canada intorno a 25 mila, nonostante lavorino nel settore già 4 milioni e mezzo di persone. C’è posto per un altro 50%, ma non ci sono abbastanza persone qualificate”.
“Montréal – sottolinea Goglia – ospita numerose organizzazioni pubbliche e private operanti nell’ambito dell’AI, come Aspentech, Google, Behavox ed Ericsson, oltre al Montréal Institute for Learning Algorithms (MILA) e l’Institute for Data Valorisation (IVADO): per le start-up italiane, Montréal rappresenta uno degli ecosistemi più interessanti al mondo”.
Come possono testimoniare le 6 start-up tecnologiche italiane invitate per poter familiarizzare con l’ecosistema di intelligenza artificiale di Montréal attraverso un programma di visite e di incontri con potenziali controparti del Québec.
L.I.F.E. – Wearable di monitoraggio medicale multiparametrico. “Fondata a Milano nel 2017 – ci ha detto Beatrice De Marchi – l’azienda produce il prodotto interamente in Italia, dai tessuti ai sensori: è un indumento sensorizzato in grado di acquisire una serie di parametri fisiologici, come l’ECG a 12 derivazioni, 3 canali respiratori, saturazione, temperatura corporea e livello di attività e posizione. Tutti i dati acquisiti vengono registrati su una piattaforma icloud ed elaborati da algoritmi di intelligenza artificiale. Strumento utile per ospedali, medici, RSA, centri di riabilitazione e progetti di ricerca”.
METEO SALES – Sistema di profilazione clienti grazie al tracciamento dati di ambiente esterno. “La nostra tecnologia, elaborata a Gatteo a Mare, in Emilia Romagna, è in grado di segmentare i clienti in base delle condizioni meteo, come temperatura, giorno/notte, ora, sole/pioggia”, ci ha detto il fondatore Aleandro De Aguiar, che poi ha aggiunto: “In questo modo, riusciamo ad acquisire, e quindi a prevedere, i comportamenti storici di acquisto in funzione delle condizioni ambientali, adeguando di conseguenza il marketing e le campagne pubblicitarie. In Canada ci sono possibilità enormi, visto il clima più aggressivo”.
ML CUBE – Piattaforma per monitorare i modelli di ‘machine learning’. “La compagnia, nata al Politecnico di Milano nel 2020, si occupa di apprendimento automatico – ci ha spiegato Lorenzo Bisi – ed a Montréal abbiamo promosso un prodotto, ML Cube platform, in grado di monitorare e riaddestrare i modelli di machine learning. Il nostro prodotto avvisa il cliente quando un modello (in grado, per esempio, di fare la valutazione degli immobili) smette di funzionare e gli spiega come aggiornarlo con nuovi dati”.
NOITECH – Sviluppatori di software per settore manifatturiero 4.0 e logistica 4.0. “Con sede a Catanzaro, lavoriamo con le principali tecnologie dell’industria 4.0 come big data, cloud computing, cybersecurity e blockchain – ci ha raccontato Antonio Oliverio – e nel 2019 abbiamo realizzato una macchina per la presa dei pacchi in ambiente logistico, operazione ancora oggi manuale anche in aziende come Amazon. Utilizziamo l’intelligenza artificiale per muovere le flotte delle macchine e la cybersecurity per proteggerle”.
PIGRO – Motore di ricerca di porzioni di contenuto nella documentazione aziendale. “Con sede a Bologna, siamo un motore di ricerca potenziato dalla neuro-symbolic AI – ci ha detto Gabriele Maggiolo – in grado di estrarre porzioni di contenuto dagli archivi aziendali. Un nostro cliente è Sky Italia, il cui supporto tecnico utilizza la nostra tecnologia che rileva la risposta puntuale e precisa da dare di fronte a domande complesse poste in linguaggio naturale”.
E-PLATO – Motore di ricerca e classificatore automatico di dati aziendali. “Con sede a Parma, offriamo un motore di ricerca come Google – ci ha spegato Karamdip Singh – me se Google cerca informazioni pubbliche, noi le cerchiamo tra i documenti aziendali privati. In altri termini, operiamo come la parte privata di Google. Siamo un motore di ricerca multilingua che indicizza dati privati””. (aise)