AUSTRALIA: APPELLO PER CONSIDERARE I NONNI PARTE DELLA FAMIGLIA IMMEDIATA – DI CARLO OREGLIA E MARCO LUCCHI

AUSTRALIA: APPELLO PER CONSIDERARE I NONNI PARTE DELLA FAMIGLIA IMMEDIATA – di Carlo Oreglia e Marco Lucchi

MELBOURNE\ aise\ - “Vi è una spinta crescente per includere i genitori di cittadini australiani e residenti permanenti come “familiari diretti” per i viaggi durante la pandemia di COVID-19”. È quanto riportano Carlo Oreglia e Marco Lucchi in un articolo-intervista video pubblicato sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutta l'Australia.
“Emma e Julio Vega sono diventati nonni quest'anno. A marzo si stavano preparando a trasferirsi in Australia dal Perù per aiutare la figlia Valeria con il nuovo arrivato, ma la chiusura dei confini ha messo fine ai piani. "È stata la peggiore notizia della mia vita".
In base al divieto di viaggio a causa del COVID-19, solo ai parenti stretti di un cittadino australiano o residente permanente è consentito di entrare nel Paese. Ma i genitori non sono considerati parenti stretti.
Ciò ha provocato angoscia in decine di migliaia di famiglie in tutta l'Australia e nel mondo, compresa quella di Valeria Greenfield, che vive a Brisbane.
"È davvero dura non avere il loro supporto affettivo, la loro presenza, non poter vedere il mio bambino nelle braccia dei miei genitori".
Affermano che si occuperanno di tutti i costi relativi al viaggio e al soggiorno dei genitori, compresi i costosi visti, la quarantena e le esigenze sanitarie. Ciò permetterebbe anche a Valeria di tornare prima al lavoro a tempo pieno. "Porterebbero il denaro con loro e spenderebbero i loro soldi qui, non sarebbero quindi un peso, bensì un bene per l'economia locale".
Anche Simone Holmes è giunta al punto di rottura. Ha cercato di portare la madre vedova dalla Svizzera in Australia per tutto l'anno. "Devi pensare che la tensione mentale ed emotiva a cui questa situazione ci costringe è terribile. Stiamo perdendo le speranze".
Sono tra le oltre 11.000 persone che hanno firmato una petizione che è stata presentata al parlamento federale questa settimana da un membro del governo, la deputata liberale Celia Hammond. "I genitori sono una parte fondamentale del sistema del supporto psicologico per molti immigrati e per le loro famiglie... A nome di tutti i firmatari presento questa petizione".
Su questo tema, l'Australia è un’anomalia; altri Paesi, come il Canada, stanno permettendo ai genitori dei cittadini di entrare nel Paese durante la pandemia.
Ora, con un membro dello stesso partito che chiede il cambiamento, la pressione sul governo per agire sta crescendo.
Il ministro dell'immigrazione ad interim Alan Tudge e il ministro degli Affari interni Peter Dutton non hanno risposto alla nostra richiesta di commento.
Dutton ha fino a 90 giorni per rispondere alla petizione". (aise)


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