BORGHESE (MAIE): “A ROMA LAVORIAMO PER UNA FINANZIARIA A FAVORE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO” – DI ANDREA DI BELLA

BORGHESE (MAIE): “A ROMA LAVORIAMO PER UNA FINANZIARIA A FAVORE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO” – di Andrea Di Bella

ROMA\ aise\ - ““È stata una battaglia molto dura, ma alla fine sono riuscito a sconfiggere questo nemico invisibile chiamato Coronavirus”. Parole dell’On. Mario Borghese. A Roma è una splendida giornata di sole, nonostante si stia avvicinando la fine del mese di novembre. Abbiamo incontrato il vicepresidente del MAIE nel Transatlantico di Montecitorio e la prima cosa che gli abbiamo chiesto è “come sta Onorevole?”. Ci ha spiegato che dopo essere stato contagiato dal Covid, si è ripreso al cento per cento. Ma ci è voluto tempo, guarire non è stato semplice”. Inizia così l’intervista che Andrea Di Bella, ha realizzato in questi giorni a Mario Borghese, deputato eletto all’estero con il MAIE, per “Italia Chiama Italia”, quotidiano online dedicato agli italiani all’estero.
““Sono stati giorni difficili. Ho avuto febbre, tosse, una perenne sensazione di stanchezza. Ho trascorso tutto il tempo della quarantena in isolamento. Me la sono vista brutta ma ora sono qui, carico di anticorpi secondo gli esami che ho fatto, immune al virus almeno per qualche mese”.
Negli scorsi giorni, purtroppo, è scomparso il padre dell’On. Borghese, Rodolfo, persona stimata e amata da tutti: “E’ stata una tragedia – dichiara Borghese a ItaliaChiamaItalia – ancora adesso mi porto dentro un immenso dolore. Penso a mio padre e mi sembra incredibile che non ci sia più. Mi restano i suoi ricordi, i suoi insegnamenti. Papà Rodolfo ha dedicato tutta la sua vita agli altri, sia nella sua generosa attività di medico, sia a livello di associazionismo e volontariato a favore degli italiani più deboli e bisognosi. Ci ha lasciato la certezza che attraverso le attività sociali di assistenza e di insegnamento potremo continuare nel futuro a tramandare l'amore per la nostra Madre Italia. Sono sicuro che da lassù continuerà a proteggere me, mio fratello, mio figlio, tutta la nostra famiglia”.
Come ha ritrovato Roma, dopo il suo arrivo?
“Una città deserta. Impaurita. Alle prese con il virus, con il coprifuoco notturno, con le difficoltà di questa situazione che ci accomuna tutti. Sembra finzione, ma è la realtà che viviamo”.
E la Roma politica?
“Tutta concentrata sulla crisi sanitaria, che è anche economica e sociale. La sfida è quella di poter avere il vaccino anti-Covid disponibile prima possibile. E poi quella di trovare tutte le risorse necessarie per garantire a imprese, commercianti e famiglie di poter andare avanti nonostante le chiusure delle attività economiche e la conseguente perdita, per moltissimi, del posto di lavoro”.
Come si pone il Movimento Associativo Italiani all’Estero di fronte a questo scenario?
“In vista della legge di stabilità siamo concentrati, come sempre, sugli italiani nel mondo. Lavoriamo per trovare nella manovra economica le risorse necessarie per continuare a garantire l’assistenza ai connazionali in questo periodo complicatissimo. Anche oltre confine, a causa della pandemia, in tanti sono rimasti senza lavoro e talvolta senza un tetto sulla testa. Il governo italiano ha stanziato 6 milioni di euro per venire incontro alle difficoltà degli italiani all’estero, ma puntiamo a fare di più. Naturalmente, l’obiettivo è anche quello di trovare le risorse anche per assicurare le elezioni dei Comites il prossimo anno. Vogliamo che si voti per il rinnovo dei Comitati nel 2021 e ci stiamo battendo per questo”.
Recentemente ha presentato un’interrogazione parlamentare, rivolta al ministro della Salute Speranza, per chiedere che gli italiani nel mondo, anche quelli iscritti all’AIRE, possano rientrare in Italia in ogni momento…
“Certamente. Era d’obbligo, in questa fase, farsi sentire. Speravamo che la situazione potesse migliorare, ma non è stato così. Dunque abbiamo deciso di interpellare il ministero della Salute per avere risposte certe: per noi del MAIE un italiano all’estero, iscritto AIRE o meno, deve poter avere il diritto di rientrare in Patria sempre, al di là delle circostanze particolari. L’Italia non può chiudere le porte in faccia ai propri figli nel mondo”.
Rientrerà nella sua Cordoba, in Argentina?
“Per ora resterò a Roma, c’è tantissimo lavoro da portare avanti. È una fase delicatissima ed è necessario stare sul pezzo, anche fisicamente. Con l’avvicinarsi delle festività natalizie tornerò a casa, a Cordoba, per trascorrere il periodo del Natale con la mia famiglia.
Su cosa si concentrerà nei prossimi giorni, nelle prossime settimane?
“C’è da portare a termine gli obiettivi che ci siamo preposti, soprattutto per quanto riguarda la legge di stabilità. Tra tutti, elezioni Comites nel 2021 e assunzioni di contrattisti, personale in grado di poter prendere posto immediatamente presso le diverse sedi diplomatico-consolari nel mondo, per agevolare e velocizzare il lavoro a favore degli italiani all’estero. Tra le priorità di questo governo c’è quella di migliorare i servizi consolari a favore dei connazionali. È quello che stiamo facendo fin dall’inizio della legislatura, grazie soprattutto all’incessante lavoro del nostro presidente, il Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo. Continueremo a lavorare verso questa direzione”. (aise) 

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