CANADA: I 13 ANNI NERI DELL’IMMIGRAZIONE ITALIANA – DI FRANCESCO VERONESI

CANADA: I 13 ANNI NERI DELL’IMMIGRAZIONE ITALIANA – di Francesco Veronesi

TORONTO\ aise\ - “Il fenomeno migratorio dall’Italia in Canada continua a vivere il suo periodo più nero. Negli ultimi tredici anni, a partire dal 2006, il numero degli italiani che hanno ottenuto la residenza permanente – il primo passo concreto per acquisire la cittadinanza – rappresenta una percentuale del tutto residuale all’interno dell’immigrazione nel nostro Paese. Nei giorni scorsi abbiamo analizzato la situazione degli ultimi anni, ora allarghiamo la nostra lente d’ingrandimento per contestualizzare meglio una dinamica che, numeri alla mano, sta andando avanti già da moltissimo tempo”. Così scrive Francesco Veronesi che a Toronto dirige il “Corriere canadese”.
“Stando ai dati ottenuti dal Corriere Canadese presso il ministero federale dell’Immigrazione, a partire dal 2006 fino all’agosto del 2018 in tutto il Canada 3.371.318 stranieri hanno acquisito la residenza permanente. Di questi, solamente 7.539 hanno la cittadinanza italiana. Il valore percentuale è imbarazzante: siamo ap- pena allo 0,19 per cento.
Si tratta quindi di valori bassissimi, se si pensa che – secondo l’ultimo censimento fatto da Statistics Canada – la comunità italocanadese è formata da 1.587.960 persone.
Come abbiamo già avuto modo di evidenziare in passato, esiste una lunga lista di problemi e limitazioni che penalizzano l’emigrazione in arrivo dal Belpaese.
La riforma del sistema migratorio entrata in vigore all’inizio del 2015, con il meccanismo dell’Express Entry, ha di fatto aggiunto ulteriori ostacoli da superare, con i stringenti requisiti linguistici e con la moltiplicazione dei passaggi burocratici che hanno evidentemente penalizzato gli italiani intenzionati a venire a vivere in Canada.
Oltre a questo, nessun governo – né la precedente amministrazione Harper, né tantomeno l’attuale esecutivo guidato dal primo ministro Justin Trudeau – ha mostrato la reale volontà di avviare un percorso che portasse alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri senza documenti e che o risse anche una eventuale sanatoria per gli stranieri che sono rimasti in Canada una volta scaduto il permesso di lavoro o il permesso di soggiorno. Per questo motivo, ancora oggi ci sono tantissimi italiani che non possono regolarizzare la loro posizione.
Manca la volontà politica – anche perché il ritorno elettorale, in que sto caso, non è così allettante – ma allo stesso tempo sono mancate anche la necessaria determinazione e la necessaria capacità gestionale a tutti i ministri che, a partire da Jason Kenney, si sono alternati al dicastero dell’Immigrazione.
Senza dimenticare che negli ultimi anni per il governo la priorità sul fronte migratorio, è diventata l’emergenza legata ai rifugiati”. (aise) 

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