“CON LA BREXIT È A RISCHIO LA VITA DEMOCRATICA DI NOI ITALIANI IN UK” – DI RAFFAELE VALLEFUOCO

“CON LA BREXIT È A RISCHIO LA VITA DEMOCRATICA DI NOI ITALIANI IN UK” – di Raffaele Vallefuoco

LONDRA\ aise\ - ““La partecipazione alla vita democratica degli italiani nelle comunità di Londra e del Regno Unito è a rischio”. È l’allarme lanciato dal consigliere Comites di Londra, Andrea Pisauro, alla luce della ormai prossima uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Una dipartita che comprometterà il diritto di voto dei cittadini europei, e quindi anche italiani, nelle elezioni locali di Londra e nel Regno Unito”. Ne scrive Raffaele Vallefuoco su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
““L’esercizio del diritto di voto è un elemento di inclusione – commenta Pisauro -. Con l’approssimarsi della Brexit i cittadini europei rischiano di perderlo nei borough, council e città del Regno Unito dove vivono e contribuiscono alla vita quotidiana. Nei decenni il voto alle elezioni locali ha permesso ai cittadini europei di avere un impatto rilevante. Prendiamo un esempio su tutti, Londra. La sua comunità italiana ed europea ha un peso, che rischia di vanificare nel 2021, quando i londinesi saranno chiamati a votare per il sindaco e l’assemblea di Londra. Se l’Italia non opterà per un accordo bilaterale con il Regno Unito, gli italiani non potranno partecipare alla consultazione”.
Del resto, la strada per un accordo bilaterale è stata già percorsa da Spagna, Portogallo, Lussemburgo e Polonia, che da ultima ha siglato con il Regno Unito un patto di reciproca concessione del diritto di voto ai rispettivi cittadini di quelle comunità residenti in UK e dei cittadini britannici residenti nei paesi europei sottoscrittori degli accordi.
Un approccio, quello bilaterale, di sponda europea e non britannica, come si potrebbe pensare. Come spiega, infatti, Dimitri Scarlato, Ue Advocacy Lead per l’associazione The3million: “Durante il primo negoziato tra Regno Unito e Unione Europa, i primi volevano discutere l’esercizio del diritto di voto. Anzi, in realtà era proprio l’UK che voleva includerlo nel negoziato. L’Europa in quella occasione ha detto no, optando per una discussione bilaterale”.
Una linea che ora chiama in causa i governi nazionali. Registriamo sul punto gli interventi dei deputati Angela Schirò e Massimo Ungaro che si sono fatti promotori di due iniziative distinte per stimolare l’esecutivo italiano.
In particolare, Schirò si è fatta portavoce di questa esigenza attraverso una risoluzione, che ha “consegnato presso la commissione Esteri sulle conseguenze della Brexit per gli italiani e sulle auspicabili misure da adottare, prima possibile. Tra i punti della risoluzione, risulta anche questo. La risoluzione non si è potuta ancora discutere per le conseguenze che la pandemia ha riversato anche sull’attività parlamentare, ma spero che venga affrontata al più presto. Sarà l’occasione per verificare in merito le intenzioni del Governo e per fare il punto sullo stato di avanzamento dei contatti”.
Dello stesso segno l’attività di Ungaro che ha presentato “una risoluzione in Commissione Esteri alla Camera affinché il Governo si impegni a sottoscrivere tra Regno Unito e Repubblica Italiana un accordo bilaterale per permettere ai cittadini italiani di votare alle elezioni amministrative in Gran Bretagna. Ed eventualmente impegnarsi a concedere ai cittadini britannici residenti in Italia il diritto di voto per le elezioni amministrative, a seguito delle necessarie modifiche dell’articolo 48 della Costituzione per derogare i cittadini oggetto di accordi internazionali bilaterali”.
Un nodo, quest’ultimo intricato e complesso perché apre la strada al riconoscimento del diritto di voto ai cittadini extracomunitari, tali saranno i britannici dal 2021, e che potrebbe essere da sponda a nuove rivendicazioni in tema di diritto di voto”. (aise) 

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