CORONAVIRUS: LA REAZIONE DELLA COMUNITÀ/ LA PAROLA AD ALCUNI PRESIDENTI

CORONAVIRUS: LA REAZIONE DELLA COMUNITÀ/ LA PAROLA AD ALCUNI PRESIDENTI

MONTREAL\ aise\ - Come stanno reagendo gli italiani in Canada messi di fronet all’emergenza coronavirus? Per sondare il terreno, “Il cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Basilio Giordano, lo ha chiesto ai presidenti di alcune associazioni e alla senatrice di origine italiana Marisa Ferretti Barth.
“Franco Mendolia, presidente dell’Associazione Messinese di Montréal, vice-presidente della Confederazione Siciliani del Nord America (CSNA), nonché fondatore dell’Associazione per la Promozione della Sicilia e dei suoi Prodotti, consiglia di “non stare sempre davanti alla TV a sentire sempre le stesse cose, ma essere più responsabili possibile; magari io ce l’ho e sto bene, ma potrei trasmetterla a qualcuno che poi sta male”.
E commenta: “La gente ha pensato fosse una cosa leggera e passeggera, ma deve rendersi conto. E bisogna aiutare i propri genitori. Noi abbiamo rimandato tutti gli incontri: quello del 13 marzo con 250 donne, quello del 3 aprile, e poi si vedrà”.
E in Sicilia com’è la situazione? “Le previsioni dicono che giù il picco peggiore potrebbe raggiungersi la prossima settimana, ma la gente ormai ha capito che deve stare a casa. Anche perché, se dovesse arrivare da noi come al Nord… dove ce li abbiamo noi tutti questi posti-letto per curare i malati?”. Quanto ai provvedimenti istituzionali: “A livello provinciale, è stata presa una decisione molto saggia, preventiva, anche alla luce di quanto successo in Italia e negli altri Paesi. Trudeau è stato criticato, ma probabilmente ha temporeggiato per considerazioni economiche”. “È una cosa che durerà tanto tempo, ma in Cina l’emergenza è rientrata perché sono stati molto disciplinati… prendiamoli ad esempio. Mio figlio voleva venire a cena con i bambini, ma non è il momento. Lo faremo un’altra volta… Bisogna anche essere positivi, per non uscire fuori di testa; dobbiamo essere pazienti e cercare di non stressarci troppo”.
Anna Maria Buondonno Maturi, presidente della Federazione delle Associazioni Regione Campania-Canada, ci dice che le Associazioni hanno annullato tutte le attività in corso e i consueti eventi annuali, il torneo di bowling, gli incontri di Cerreto Sannita, Galluccio, San Pietro Infne, ecc.
“Sono preoccupata, ma serena, bisogna seguire le raccomandazioni che ci vengono date: l’unico modo per evitare il contagio è evitare i contatti; usciamo solo se necessario, i figli naturalmente ci stanno aiutando, viviamo questo periodo nella speranza che passi e andrà meglio. Io ho fiducia in quello che ci dice Legault. Mi sono preoccupata quando ho sentito che negli aeroporti mancavamo misure di controllo e attenzione agli arrivi, senza analisi e corsie preferenziali per chi potesse essere contagioso”.
Quanto alla terra d’origine, in Italia: “Ho parlato con i miei corregionali, tutti approvano l’operato del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha agito prima del governo italiano; ha capito prima dei leader nazionali che bisognava bloccare tutto. I miei nipoti, medici, infermieri, chi lavora alle poste: stanno a contatto con la gente, col pubblico, sono in apprensione, ma stanno molto attenti e si spostano con i certificati. Le direttive sono molto rigide. La gente fa molta attenzione. Tutti usano mascherine e guanti. Le strade dei paesi sono deserte, stanno tutti a casa. In Campania i casi sono ancora sotto controllo, ma dobbiamo essere prudenti: non pensiamo ‘A me non succederà’; facciamo attenzione e tutti insieme ne usciremo”.
Rocco Mattiace, presidente della Federazione Puglia di Montreal, commenta: “Giù da noi non ci si aspettava questo, parlo per telefono con i miei parenti, hanno paura, non è facile. Quando la pandemia è scoppiata al Nord, si sarebbero dovuti subito bloccare i viaggi verso Sud. Noi qui abbiamo annullato la festa di San Giuseppe, la cerimonia di San Rocco di Palo del Colle, non ci incontriamo più tra di noi. Siamo tutti nella stessa situazione, vediamo tra 1-2 mesi come va, dipende tutto dai governi. La mia opinione è che bisognerebbe chiudere tutto per 5-6 mesi. Il governo provinciale sta agendo bene, a livello federale è stato preso tutto un po’ alla leggera, senza effettuare controlli in aeroporto alla gente in arrivo… Adesso è tardi, ora siamo noi a doverci chiudere in casa”.
La Senatrice Barth: “Coraggio e serenità, ci sarà il lieto fine”
La Sen. Marisa Ferretti Barth, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, Cavaliere dell’Ordine nazionale del Québec, ideatrice del primo Club de l’ ge d’Or, fondatrice e direttrice del CRAIC (Consiglio Regionale delle Persone Anziane Italo-Canadesi), ci dà il suo punto di vista umano e professionale: “Io sono a rischio, e tutte le persone di cui mi occupo, e che seguo da vicino, lo sono. Non penso tanto a me, ma piuttosto a tutti coloro che sono rintanati dentro casa e non escono. Io, che ho fatto tanto per creare delle attività, per rompere l’isolamento e la solitudine, mi ritrovo ad essere testimone di questo isolamento forzato e sono veramente rattristata. I 62 Club de l’ ge d’Or hanno tutti obbedito diligentemente alla chiusura dei loro locali e hanno subito accettato di rimanere chiusi per 2 settimane.
Se consideriamo che sono persone – a occhio e croce quasi 1500 anziani - che finalmente potevano godersi la pensione, uscire, ritrovarsi nelle attività che il CRAIC organizzava per loro… Abbiamo creato un nuovo modo di vivere per i nostri anziani, è stata la mia missione fin dall’inizio: non potevo più vedere le donne a casa e gli uomini nei bar: li ho presi e organizzati, e stanno vivendo gli ‘anni d’oro’ della loro ultima giovinezza. Ora manca il calore del contatto umano, perché non tutti sono capaci di telefonare ogni giorno… Ma dobbiamo obbedire alle direttive, visto che sono proprio loro la fascia più a rischio. Io sono sempre in contatto con i presidenti e i volontari: gli sono vicina da lontano. Io ricevo e faccio tantissime telefonate. Manteniamo la serenità, abbiamo una forza spirituale incredibile”.
La Sen. Barth si dice stupita della mancanza di disciplina di alcuni, che ha costretto Legault a ribadire agli anziani di non recarsi nei centri commerciali: “Perché escono? Dove devono andare? Ci ripetono che dobbiamo stare attenti. Le residenze per anziani sono ricche di viveri; se anche manca un pezzo di carne in più, si fa una frittata. Non c’è bisogno di uscire”. La Senatrice, però, resta fiduciosa: “Coraggio e serenità, ogni cosa ha sempre un principio... ed un lieto fine!””. (aise) 

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