CORONAVIRUS: OCCHIO AI CONTAGI DI RITORNO, GIUSTO BLOCCARE CHI ARRIVA DAI PAESI PIÙ COLPITI – DI ANDREA DI BELLA

CORONAVIRUS: OCCHIO AI CONTAGI DI RITORNO, GIUSTO BLOCCARE CHI ARRIVA DAI PAESI PIÙ COLPITI – di Andrea Di Bella

ROMA\ aise\ - “Piovono polemiche, dall’estero soprattutto, sulla decisione del governo italiano di bloccare l’ingresso in Italia a cittadini, italiani o no, provenienti da alcuni Paesi flagellati dal coronavirus. Ma la verità è che questa è una polemica assurda. Certo, in condizioni normali ci verrebbe da dire che qualunque cittadino italiano ha diritto di rientrare in Patria in qualsiasi momento. Purtroppo, però, non viviamo condizioni normali, ma una estrema emergenza, mai vissuta prima”. Così scrive Andrea Di Bella direttore di ItaliachiamItalia.it.
“Sia chiaro a tutti: gli italiani iscritti all’AIRE sono sempre potuti rientrare normalmente – e noi ne siamo testimoni diretti - prima degli ultimi decreti, prima dell'ordinanza Speranza. Ma poi il virus è letteralmente scoppiato, in particolare in alcuni Paesi dell’America Latina. In Messico, per esempio, si parla di 7mila nuovi contagi al giorno; nella Repubblica Dominicana, o a Panama, la situazione è fuori controllo. Così come in altri Paesi.
L'Italia ha il dovere di proteggersi. È uscita a fatica da un incubo e non vuole ripiombarci. Esistono già dei casi di ritorno, italiani che tornati dalla Repubblica Dominicana sono risultati contagiati e hanno contagiato le proprie famiglie.
Certo, lo capiamo: sono due punti di vista diversi, ce ne rendiamo conto. Quello di chi è fuori e quello di chi è in Italia. Ma, amici che siete all’estero, provate a chiedere ai vostri parenti o amici residenti in Italia cosa pensano del fatto di proibire l'ingresso alle persone che arrivano dai Paesi dove il contagio è maggiore. Vi diranno che sono d'accordo con le decisioni del governo.
Non sappiamo ancora come finirà questa storia, c'è chi assicura che dopo l'estate in Italia il virus tornerà a colpire con forza e sarebbe un enorme problema, ancora una volta. Guardate cosa è successo a chi ha sottovalutato il Covid: al Brasile, per esempio, dove Bolsonaro parlava di una semplice influenza...
È vero, il tema è divisivo e ci ferisce nell'orgoglio di appartenere a una Nazione che in questo momento potrebbe dare a qualche italiano nel mondo la sensazione di essere abbandonato oltre confine; ed è vero anche che dichiarazioni come quelle di Di Maio o Scalfarotto – della serie, gli italiani iscritti all’AIRE restino a casa loro: questo il succo - non hanno certo aiutato. Ma noi, come ItaliaChiamaItalia, non ce la sentiamo di criticare il governo in questa situazione, anche perché – come hanno sottolineato a più riprese osservatori internazionali, per ultimo il New York Times - l'Italia è tra i Paesi al mondo, non solo in Europa, che ha dimostrato di saper meglio gestire la crisi e i risultati parlano da soli.
Eravamo il Paese più colpito e all'estero eravamo visti come gli untori; dopo le misure del governo e i sacrifici degli italiani ora agli occhi del mondo siamo quelli che meglio hanno affrontato il Covid.
No, non possiamo rischiare di ricadere nell'incubo.
Ora, i casi degli italiani ancora bloccati all'estero verranno risolti. Pensiamo a quelli bloccati ancora in Venezuela, per esempio: Ambasciata e Consolato generale stanno lavorando alacremente per riportarli in Italia, ma devono anche fare i conti con le decisioni del governo locale, che non vuole rilasciare le necessarie autorizzazioni.
Per finire, non crediate che dietro a tutto questo non ci sia tanta politica, quella dell'opposizione, di chi vuol fare vedere tutto nero a chi vive all'estero, criticando a prescindere tutto ciò che fa il governo. Alcuni degli eletti all’estero che muovono critiche all’esecutivo, lo fanno senza mai essere neppure tornati in Italia – c’è chi è fuori da sei mesi alla faccia del Parlamento - e senza pensare agli interessi della Nazione, ma solo al proprio tornaconto elettorale.
L'augurio è che presto si possa tornare alla normalità, ma dobbiamo evitare i contagi di ritorno il più possibile e per il momento, senza vaccino disponibile, l'unico modo è cercare di limitare gli ingressi nello Stivale da quei Paesi del mondo più colpiti”. (aise) 

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