Corriere italiano/ Una vetrina per i giovani artisti italo-montrealesi

MONTREAL\ aise\ - “La “Camera Lucida”, in latino “Camera della luce”, è nella sua forma più semplice, un dispositivo da disegno brevettato nel 1806 dal chimico inglese William Hyde Wollanston. L’utente o l’artista guardava una superficie da disegno attraverso una lastra di vetro inclinata di 45 gradi. Il meccanismo produceva a sua volta un’immagine capovolta che permetteva all’artista di riprodurre il soggetto originale. “Camera Lucida” è stato il titolo e il tema che i curatori della mostra-evento, tra cui citiamo in particolare Catherine Labasi-Sammartino e Lina Simeone, hanno scelto per rappresentare le opere fotografiche di sei giovani artisti emergenti italo-montrealesi, tutti con un solido background universitario nel campo delle “Fine Arts”, dal cinema, alla pittura, dalla fotografia ai documentari”. È quanto si legge sul “Corriere italiano” diretto a Montreal da Fabrizio Intravaia.
“Più di 50 persone erano presenti, il 18 giugno scorso alla Casa d’Italia per il vernissage di questa esposizione che ha voluto essere non solo una vetrina per le opere di tali artisti ma anche un modo per la Casa d’Italia, in sintonia con il percorso intrapreso dai suoi dirigenti, di avvicinarsi alle nuove generazioni delle nostra comunità, per trovare quella “continuità” senza la quale un posto come questo perderebbe tutto il suo significato.
Come in un gioco di riflessi, i sei artisti, Vee Di Gregorio, Luigi Iagulli, Francis Macchiagodena, Leana Paparella, Alessandro Seccareccia e Brianna Setaro, hanno rispecchiato attraverso le loro foto o attraverso altri mezzi espressivi il loro modo di essere ma soprattutto il loro modo di porsi davanti ai temi come la propria identità di italo-canadesi, le origini, le tradizioni, il loro rifiuto, la loro accettazione o la loro trasformazione fornendo una loro propria chiave di lettura.
Le opere di “Camera Lucida” riflettono un’immagine, l’eredità italiana degli artisti, accettata, rifiutata o reinterpretata alla loro maniera, ognuno secondo il proprio gusto e la propria sensibilità”. (aise)