DOPO DECINE DI RICHIESTE RESPINTE, CHIARA E VITTORIO RIMANGONO SEPARATI TRA ITALIA E AUSTRALIA - DI CARLO OREGLIA

Dopo decine di richieste respinte, Chiara e Vittorio rimangono separati tra Italia e Australia - di Carlo Oreglia

MELBOURNE\ aise\ - “Dallo scorso settembre, Chiara ha presentato 25 richieste dall'Italia di esenzione al “travel ban” per rientrare in Australia dove si trova il suo partner Vittorio. Sono state tutte respinte, e da quasi un anno la coppia è rimasta separata”. A raccontarne le vicende è Carlo Oreglia, in un articolo pubblicato sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese.
“”Basandoci sulle informazioni da te fornite, abbiamo concluso che le tue circostanze non compensano i rischi che corre la comunità australiana. Sei ancora soggetta alle restrizioni di viaggio“. Immaginate di ricevere questa email dal Ministero dell'Interno in risposta alla domanda di esenzione dal divieto di viaggiare in Australia. E immaginate la stessa scena non una, ma 25 volte: è quanto è successo a Chiara Bachis, una ragazza torinese che lo scorso marzo per motivi personali è dovuta tornare in Italia ed è rimasta bloccata lì per quasi un anno.
“Col senno di poi, se potessi tornar indietro...”, riflette amaramente Chiara, in collegamento dall’Italia con l’Australia e con SBS Italian.
La ragazza piemontese ha lasciato l'Australia il 2 marzo 2020 per andare a raggiungere per un breve periodo la famiglia ed il nonno malato. Un viaggio che doveva essere nelle previsioni di tre settimane, ma non si è ancora concluso.
Arrivata a Moncalieri dopo aver prenotato il volo a gennaio, Chiara si è trovata travolta dagli eventi. “Ci siamo salutati sul pianerottolo di casa in piena notte”, ricorda Vittorio Gambetta, il partner che da ormai quasi un anno l’aspetta a Melbourne. “Avevamo la scelta se buttare via tutto o sopportare di stare lontani per così tanto tempo”, aggiunge Vittorio, che chiarisce come non sia stato possibile per lui ritornare in Italia perché perderebbe il visto studentesco, la possibile sponsorizzazione e la possibilità di rientrare in futuro in Australia.
La situazione dal 2 marzo è precipitata rapidamente, fino al blocco totale dei voli internazionali in direzione dell’Australia, annunciato l’11 marzo 2020 dal primo ministro Scott Morrison.
“Io ricordo quel giorno come quello della grande tragedia personale”. Dopo essere stata inizialmente scoraggiata dal richiedere una “travel exemption” dall’agente d’immigrazione che seguiva il suo caso, da settembre in poi Chiara ha presentato al ministero dell’interno australiano ben 25 richieste di esenzione. Tutte invariabilmente sono ritornate indietro con una bocciatura.
Nel frattempo Chiara prende il COVID-19 in Italia, guarisce e continua a non riuscire a penetrare il muro dei dinieghi australiani. Le sue richieste basate su motivazioni compassionevoli non hanno successo, nonostante richiesta dopo richiesta la ragazza piemontese aggiunga sempre più allegati. E da 12 mesi i due non si sono più potuti vedere di persona.
“Io ho avuto la fortuna di avere una famiglia alle spalle ma psicologicamente è una situazione tremenda. È molto pesante dal punto di vista mentale”, racconta Chiara, che si trova a Moncalieri, vicino a Torino.
“Se mi trovassi di fronte Scott Morrison non saprei cosa dirgli, forse non ho ancora metabolizzato il tutto”, dice Vittorio, riflettendo sulla sua situazione al momento senza sbocchi.
“Il primo ministro ha sulle spalle la responsabilità di una nazione, ma deve capire che come noi ci sono tante persone che non vogliono arrivare in Australia per vedersi i canguri o Uluru, ma che vogliono tornare dalla loro famiglia o dal loro partner”, aggiunge Chiara. “Anche chi ha un visto temporaneo merita la possibilità di rientrare”.
Eppure nonostante le bocciature, i due ragazzi vogliono continuare con le richieste di esenzione dal bando, modificando le loro richieste e ritoccandole nella speranza che abbiano finalmente successo. “Non è per niente facile, ma al momento è l’unico modo”, raccontano a SBS Italian, “solo la vaccinazione su grande scala però potrà permettere la riapertura dei viaggi internazionali””. (aise)


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